Celiachia e ossa fragili: il dato che riguarda soprattutto le donne
La riduzione della densità ossea può accompagnare la malattia già prima della diagnosi: osteoporosi e osteopenia interessano rispettivamente il 14% e il 40% dei pazienti.
Il 20 ottobre, in occasione della Giornata mondiale dell'osteoporosi, Mario Sfrappini richiama l'attenzione sul legame tra prevenzione e celiachia. Il presidente di Federazione italiana osteoporosi sottolinea che l'appuntamento serve a promuovere una maggiore consapevolezza sui fattori di rischio e sull'importanza di intervenire per tempo.
Rossella Valmarana, presidente di Associazione italiana celiachia, considera invece l'individuazione tempestiva della malattia un passaggio decisivo per limitare le conseguenze della celiachia non trattata. «La diagnosi precoce è uno strumento di prevenzione fondamentale per evitare complicanze dovute alla celiachia non trattata», spiega.
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La densità ossea può già essere ridotta
La fragilità dello scheletro può comparire tra i segnali meno riconoscibili della celiachia. In alcuni casi, infatti, la malattia rimane senza una diagnosi mentre si manifestano perdita di massa ossea o fratture in un'età considerata insolitamente precoce.
I dati disponibili indicano che l'osteoporosi riguarda il 14% delle persone celiache, mentre l'osteopenia raggiunge il 40%. La diminuzione della densità minerale delle ossa rientra quindi tra le manifestazioni che possono essere presenti già quando la celiachia viene individuata, anche senza disturbi intestinali evidenti.
Per le donne il rischio aumenta
La componente femminile appare più esposta. Con la menopausa, la diminuzione degli estrogeni favorisce infatti una più rapida perdita di massa ossea e può aumentare la probabilità di osteoporosi.
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Nel caso della celiachia, a questo cambiamento si possono sommare il malassorbimento e l'infiammazione, elementi che possono rendere più difficile mantenere un adeguato equilibrio dello scheletro. Il problema, dunque, non riguarda soltanto l'apparato digerente, ma può coinvolgere anche la salute ossea.
Nutrienti essenziali sotto osservazione
Maria Luisa Brandi, presidente di Fondazione italiana Ricerca sulle malattie dell'osso, indica nella celiachia non trattata un importante fattore associato alla fragilità ossea. Il malassorbimento prolungato può compromettere l'assunzione di sostanze indispensabili come calcio e vitamina D.
Secondo quanto riportato, una rigorosa alimentazione priva di glutine insieme a un'appropriata terapia medica consente di tutelare sia l'intestino sia lo scheletro. In questo quadro, il riconoscimento della malattia assume un ruolo centrale per affrontare anche le possibili conseguenze sulla densità ossea.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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