Influenza, il dato che allarma: ogni punto in più può salvare 56 vite
La copertura degli over 65 resta ferma al 52-53%, mentre per la campagna 2026-2027 Seqirus annuncia 7,5 milioni di dosi.
Ogni punto percentuale in più nella vaccinazione antinfluenzale degli over 65 potrebbe evitare 56 decessi. Il dato, richiamato da Vito Ercole, responsabile per l’Italia di Csl Seqirus, mette in evidenza il divario tra la copertura attuale e gli obiettivi indicati dalle autorità sanitarie: nell’ultima campagna la protezione ha raggiunto soltanto il 52-53%, contro una soglia minima del 75% e un livello ideale del 95%.
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La chiamata attiva può cambiare le coperture
Secondo Ercole, il basso livello di adesione non rappresenta soltanto un problema individuale, ma produce conseguenze sull’intero sistema sanitario. Una maggiore partecipazione alla vaccinazione potrebbe infatti ridurre la pressione sui pronto soccorso e sulle terapie intensive durante i mesi invernali, oltre a generare risparmi per la sanità pubblica.
Tra gli strumenti ritenuti più efficaci viene indicata la chiamata attiva. Non si tratta soltanto di informare i cittadini sulla disponibilità del vaccino, ma di proporre un appuntamento preciso attraverso un messaggio telefonico o una piattaforma digitale. Diverse pubblicazioni, ha spiegato Ercole, hanno associato questo modello a un possibile incremento delle coperture fino al 39%.
Un altro elemento decisivo riguarda la qualità delle informazioni. Ministero della Salute, Istituto superiore di sanità e portali istituzionali autorizzati possono aiutare a comprendere la reale portata dell’influenza, a distinguere i dati verificati dalle informazioni non attendibili e a proteggere soprattutto le persone più fragili.
La produzione guarda alla prossima stagione
Per la campagna 2026-2027, in Italia la distribuzione dei vaccini antinfluenzali è iniziata nell’ultima settimana di settembre. Le Regioni hanno programmato complessivamente circa 14 milioni di dosi; di queste, Csl Seqirus ne fornirà approssimativamente 7,5 milioni.
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La pianificazione produttiva è stata resa più complessa dagli aggiornamenti comunicati dall’Organizzazione mondiale della sanità nel mese di marzo, quando la produzione era già in corso. Ogni anno, a febbraio, l’organizzazione indica i ceppi da inserire nei vaccini destinati alla stagione successiva, ma le variazioni intervenute quest’anno hanno richiesto ulteriori adeguamenti.
L’emisfero Sud anticipa i rischi
L’andamento dell’epidemia nell’emisfero Sud viene osservato con attenzione perché può offrire indicazioni sull’evoluzione della stagione influenzale nell’emisfero Nord. In Australia sono stati segnalati casi anche a settembre e ottobre, dopo la conclusione della fase epidemica principale.
Il ceppo H1N1 è risultato quello più diffuso. Sotto il profilo dell’impatto clinico, tuttavia, l’influenza si è confermata ancora una volta la più frequente tra le patologie respiratorie acute gravi rilevate dai sistemi di sorveglianza. «L’influenza continua a rappresentare un indicatore importante per capire ciò che potrebbe accadere nel nostro emisfero», ha osservato Ercole durante l’incontro sull’innovazione nella lotta all’influenza, organizzato in vista del congresso nazionale della Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica, in programma fino al 24 ottobre ai Magazzini del Cotone di Genova.
Csl Seqirus, ha concluso Ercole, concentra interamente la propria attività sui vaccini contro l’influenza stagionale e sulle soluzioni destinate alle pandemie. L’azienda opera in 30 Paesi e sostiene di avere mantenuto la produzione necessaria a rifornire tutti i mercati coinvolti, nonostante le difficoltà affrontate dal settore nel corso della campagna.
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