In Europa 39.200 tumori al seno legati all’alcol: il rischio che pochi conoscono
L’Oms Europa segnala una consapevolezza ancora bassa e presenta uno strumento digitale per aiutare medici e infermieri a parlarne con i pazienti.
Solo una parte ridotta della popolazione sa che il consumo di alcol può aumentare il rischio di tumore al seno. Secondo l’Oms Europa, nella sua Regione l’alcol è associato a 39.200 nuovi casi di questa neoplasia, mentre la consapevolezza del collegamento riguarda appena il 15% dei cittadini e il 21% delle donne.
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Il rischio resta poco conosciuto
I dati sono stati diffusi in occasione del Mese della prevenzione del cancro al seno, in programma ogni ottobre. L’Organizzazione mondiale della sanità sottolinea così la distanza tra l’impatto del consumo di alcol e la conoscenza del suo possibile ruolo nello sviluppo della malattia.
Carina Ferreira-Borges, consulente dell’Oms Europa per il tema dell’alcol, ha ricordato che le conseguenze non si limitano a un concetto teorico: «Possono tradursi in malattie cardiache o epatiche, nell’esposizione di un feto all’alcol durante la gravidanza, in ansia e depressione o, ancora, nel caso di una donna che sviluppa un cancro al seno senza aver mai saputo che l’alcol rappresentasse un fattore di rischio».
La piattaforma entra negli ambulatori
Per rendere più frequente il confronto su questo argomento, l’Oms Europa ha messo a disposizione una piattaforma digitale con un assistente basato sull’intelligenza artificiale. Lo strumento è pensato per sostenere gli operatori sanitari durante il dialogo con i pazienti e offrire indicazioni fondate sulle evidenze scientifiche dell’Organizzazione.
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Secondo l’Oms, il consumo di alcol viene affrontato meno spesso del fumo nelle visite mediche. Tra gli ostacoli indicati figurano il tempo limitato, una preparazione non sempre sufficiente e il timore di far sentire la persona giudicata. Ferreira-Borges spiega che l’assistente può aiutare medici e infermieri a introdurre il tema nei pochi minuti disponibili tra un appuntamento e l’altro, così da farlo rientrare nell’assistenza ordinaria invece di trattarlo come un’aggiunta imbarazzante.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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