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Salute 2 min di lettura5 ore fa

Il Papa va al Gemelli: cosa succede dopo l’intervento al polmone

Leone XIV sarà operato per eliminare una lesione individuata durante un controllo: udienze sospese fino al 20 ottobre e degenza prevista di circa una settimana.

La guida della Chiesa cattolica non passerà a un sostituto durante il ricovero di Papa Leone. Il Pontefice conserverà infatti tutti i suoi poteri anche nel periodo di temporanea indisponibilità, mentre la Curia continuerà a gestire le attività ordinarie.

Il ricovero è previsto nella tarda mattinata di oggi, martedì 13 ottobre, al Policlinico Gemelli di Roma. Il programma comprende l’asportazione di un nodulo polmonare circoscritto, scoperto nel corso di esami di controllo. L’operazione potrebbe svolgersi già nelle prossime ore, ma sull’orario non sono state fornite conferme definitive.


Il ricovero cambia l’agenda papale

La Prefettura della Casa Pontificia ha comunicato la cancellazione di tutti gli appuntamenti pubblici fino a martedì 20 ottobre. La durata stimata della permanenza in ospedale, compreso il periodo successivo all’intervento, è di circa una settimana.

Il Papa aveva parlato della propria situazione domenica, al termine dell’Angelus. In quell’occasione aveva spiegato che il reperto era stato individuato in una fase iniziale e in una zona ben delimitata del polmone, aggiungendo: «I medici ritengono opportuno intervenire e allora, seguendo i loro consigli, ho deciso di operarmi per toglierlo».


Chi dovrebbe guidare l’operazione

A dirigere l’équipe chirurgica dovrebbe essere Stefano Margaritora, responsabile dell’Unità operativa complessa di Chirurgia toracica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma. Margaritora insegna la stessa disciplina all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e dirige la relativa scuola di specializzazione.

Il medico è inoltre esperto di tecniche chirurgiche mininvasive, tra cui la toracoscopia uniportale e la chirurgia robotica. Dopo l’intervento, il Pontefice dovrebbe affrontare un periodo di osservazione e recupero ospedaliero di sette giorni circa.

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Che cosa indica un nodulo circoscritto

La scoperta di una formazione nel polmone non equivale automaticamente a una diagnosi di tumore maligno. Massimo Di Maio, presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica, ha chiarito che per valutarne la natura occorre considerare dimensioni, caratteristiche osservate negli esami, eventuale crescita nel tempo e condizioni generali del paziente.

Queste immagini vengono spesso rilevate casualmente durante accertamenti eseguiti per altri motivi, anche dopo un’infiammazione o una bronchite. Una tomografia computerizzata del torace può mostrare così una lesione che in precedenza non era stata notata.


Esami e prospettive dopo la diagnosi

Quando il nodulo è molto piccolo, spesso si procede con controlli periodici senza intervenire immediatamente. Se invece raggiunge dimensioni più rilevanti, oppure presenta caratteristiche che richiedono ulteriori verifiche, i medici possono ricorrere ad altri esami, compresa la biopsia, prima di scegliere il trattamento.

Secondo Di Maio, la programmazione dell’operazione potrebbe indicare che i sanitari dispongono già di elementi sufficienti per procedere, ma le informazioni diffuse non consentono valutazioni cliniche più precise. In generale, quando una neoplasia polmonare viene individuata precocemente, la chirurgia può essere risolutiva e, nei casi più iniziali, può rappresentare da sola il trattamento seguito dai controlli nel tempo.

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