Farmaceutica, Schillaci chiede regole chiare e tempi certi
A Latina il ministro ha ricordato il peso dell’industria e la produzione destinata a oltre 100 Paesi.
Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha chiesto regole più chiare e scadenze definite per sostenere l’industria farmaceutica. Lo ha detto a Latina, durante l’evento organizzato per i 50 anni di attività in Italia di Johnson&Johnson.
Schillaci ha anche invitato a considerare la salute non soltanto come una voce da contenere nei bilanci, ma come un investimento sul Paese. Secondo il ministro, la programmazione del settore dovrebbe andare oltre l’orizzonte del singolo esercizio economico.
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Il peso della produzione laziale
Nel suo intervento, Schillaci ha ricordato che nel 2025 la provincia di Latina è stata la seconda realtà italiana per il comparto farmaceutico. Nel Lazio, inoltre, circa metà delle esportazioni regionali è riconducibile all’industria della salute.
Lo stabilimento Johnson&Johnson di Latina produce ogni anno più di 4 miliardi di compresse. Quasi tutta la produzione viene inviata all’estero e raggiunge oltre 100 Paesi, confermando il ruolo dell’impianto tra le realtà esportatrici italiane.
Ricerca e accesso alle terapie
Per Schillaci, le aziende del settore non si limitano a realizzare medicinali o dispositivi. «Un’azienda che opera nella salute non produce solo un prodotto, produce ricerca, conoscenza, innovazione», ha affermato il ministro durante l’incontro.
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Il ministro ha aggiunto che l’attività industriale può tradursi in nuove possibilità terapeutiche per i pazienti e in strumenti aggiuntivi per i medici. Ha inoltre richiamato la necessità di rendere disponibili le innovazioni a chi ne ha bisogno, indipendentemente dal luogo di residenza e dal reddito.
Lavoro e responsabilità sociale
Nel discorso sono stati citati anche i lavoratori dello stabilimento e le opportunità offerte ai giovani del territorio. Schillaci ha osservato che dietro i dati sulla produzione ci sono persone che possono trovare in provincia una ragione per non trasferirsi altrove.
Il ministro ha infine ricondotto l’intero processo al suo destinatario principale, il paziente. «Per favorire il comparto ci vogliono regole chiare, tempi certi e una programmazione che guardi oltre il singolo bilancio», ha concluso.
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