Droga, Gatti: più fondi alle Comunità ma i Serd senza risorse
La Manovra 2027 rafforza i percorsi residenziali, mentre i servizi pubblici territoriali restano legati agli stanziamenti già disponibili
La Manovra 2027 prevede più risorse per alcune misure contro le dipendenze, ma non colma le carenze della rete pubblica territoriale. A sostenerlo è Riccardo Gatti, medico psichiatra e coordinatore del Tavolo tecnico Dipendenze della Regione Lombardia.
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Più risorse alle strutture residenziali
Secondo Gatti, il disegno di legge di Bilancio introduce un finanziamento strutturale, e non limitato a un solo esercizio, per le Comunità terapeutiche. L’aumento riguarda in particolare le prestazioni rivolte ai pazienti trattati fuori dalla loro regione e le attività collegate alla legge 140/2026.
La norma consente, a determinate condizioni, di scontare la pena in Comunità alle persone condannate per reati legati a una dipendenza patologica. «L’incremento delle somme è strutturale, non una tantum e questo è senz’altro positivo», ha osservato Gatti nella sua analisi.
Al di fuori di queste voci, però, il Fondo nazionale antidroga manterrebbe nel 2027 una dotazione sostanzialmente invariata. L’articolo 75 della Manovra indirizza quindi la parte principale delle nuove risorse verso le strutture residenziali accreditate e il circuito giudiziario, senza aggiungere fondi specifici per la rete pubblica dei servizi per le dipendenze.
I limiti della legge 140
L’applicazione della legge 140/2026 potrebbe riguardare un numero di persone molto diverso a seconda delle stime. Il ministro Nordio ha indicato una platea potenziale di circa 10mila casi nell’arco di più anni, mentre relazioni parlamentari e altre valutazioni arrivano a ipotizzare fino a 23mila detenuti.
Le risorse previste, secondo Gatti, consentirebbero però di accogliere soltanto una parte degli interessati. Mancano infatti Comunità terapeutiche, operatori qualificati e servizi territoriali sufficienti per sostenere l’intero bacino potenziale. «Un fondo ancora limitato rispetto al bisogno obbligherà a selezionare le persone che potranno accedere ai percorsi residenziali», ha spiegato il medico.
Restano da definire i criteri con cui sarà effettuata questa scelta. Gatti ha inoltre avvertito che il trasferimento dei problemi irrisolti nelle carceri verso le Comunità potrebbe compromettere l’efficacia della riforma, se non saranno organizzate adeguatamente le fasi precedenti e successive al periodo residenziale.
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Serd e mercato degli stupefacenti
I Serd, i servizi pubblici per le dipendenze, affrontano da tempo una carenza costante di risorse. In molte aree del Paese riescono a rispondere alla domanda con difficoltà, anche perché è complicato reperire personale formato e non sempre le sedi di lavoro sono adeguate.
Lo sblocco delle assunzioni ha prodotto alcuni interventi, ma non ha risolto le difficoltà operative. Gatti ha richiamato anche la scarsità di scuole di specializzazione dedicate, un problema che rende più difficile ampliare l’assistenza e intervenire in modo precoce sulle dipendenze, comprese quelle comportamentali.
A preoccupare è anche l’evoluzione del mercato degli stupefacenti, con miscele sempre più potenti e la diffusione degli oppiacei sintetici. Il medico ha messo in dubbio la capacità dell’attuale sistema italiano di sostenere un eventuale aumento dei casi simile a quello già registrato in altre parti del mondo.
Tra le risorse indicate nella Manovra figura anche la possibilità, dal 2027, di destinare al bilancio statale le somme residue dell’otto per mille a gestione statale e di riassegnarle a progetti di prevenzione e recupero. Si tratta tuttavia di una facoltà, non di un obbligo, e i finanziamenti disponibili verrebbero distribuiti tra un numero non precisato di iniziative.
Per Gatti, la distanza tra la priorità attribuita dal Governo al contrasto delle droghe e delle dipendenze, soprattutto tra i giovani, e le risorse destinate ai servizi pubblici resta quindi evidente. L’aumento dei fondi per le Comunità terapeutiche non è accompagnato da nuove voci per la rete territoriale, che dovrà continuare a operare con gli stanziamenti già disponibili.
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