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Salute 3 min di lettura5 ore fa

Diabete 2, una sola puntura a settimana: la novità IcoSema

La nuova formulazione unisce insulina basale icodec e semaglutide per rendere più semplice l’intensificazione della terapia e sostenere il controllo glicemico.

Per Francesco Giorgino, professore ordinario di Endocrinologia all’Università di Bari Aldo Moro, l’accesso a questa innovazione dovrebbe tenere insieme efficacia, sicurezza, sostenibilità e bisogni concreti delle persone. «L’auspicio è che le autorità sanitarie del nostro Paese considerino attentamente questa nuova formulazione terapeutica per offrire una risposta concreta alle necessità ancora insoddisfatte delle persone con diabete di tipo 2», ha affermato.

La combinazione potrebbe quindi rappresentare un ulteriore strumento per affrontare le difficoltà legate all’avvio o al potenziamento dell’insulinoterapia, senza limitare la valutazione ai soli valori della glicemia.

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L’Italia punta sull’accesso precoce

Dopo aver reso disponibile per prima al mondo l’insulina con somministrazione settimanale, l’Italia potrebbe diventare il primo Paese europeo a offrire anche IcoSema alle persone con diabete di tipo 2. La possibilità resta legata alle valutazioni delle autorità competenti e alle condizioni di sostenibilità per il Servizio sanitario.

Giorgino ha sottolineato che il nostro Paese può avere un ruolo importante nel favorire un accesso tempestivo e appropriato alle nuove soluzioni destinate alla gestione delle malattie croniche. La decisione dovrà tenere conto anche della complessità clinica dei pazienti e delle loro esigenze quotidiane.


Meno iniezioni, meno ostacoli

In Italia vivono con il diabete più di 4 milioni di adulti e oltre il 90% di loro presenta la forma di tipo 2. Tra coloro che necessitano di insulina, circa il 26% rimanda l’inizio del trattamento per più di due anni, una scelta associata a possibili conseguenze sul piano delle complicanze.

Il rinvio può dipendere dalla paura delle ipoglicemie, dal timore di aumentare di peso e dalla difficoltà di seguire schemi terapeutici complessi. Anche il numero delle somministrazioni e il carico psicologico e organizzativo della cura possono ostacolare sia l’avvio sia il successivo potenziamento della terapia.

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I dati degli studi su IcoSema

Nel programma clinico Combine, la formulazione è stata esaminata come opzione per intensificare il trattamento in persone non adeguatamente controllate con insulina basale, agonisti del recettore GLP-1 o farmaci antidiabetici orali. La dose prevista consiste in un’iniezione ogni settimana, pari a 52 somministrazioni nell’arco di un anno, contro oltre 1000 nei regimi multi-iniettivi considerati nel confronto.

I quattro studi inclusi nel programma hanno raggiunto l’obiettivo principale relativo al controllo della glicemia. Le valutazioni hanno riguardato anche il peso corporeo e la frequenza delle ipoglicemie rispetto alla terapia di confronto.


Il via libera europeo

IcoSema combina in un’unica formulazione l’insulina basale icodec e la semaglutide, entrambe somministrate con cadenza settimanale. I due componenti hanno meccanismi d’azione complementari e la loro associazione è stata sviluppata per ridurre la complessità del trattamento.

Il Comitato per i Medicinali per uso umano dell’EMA ha espresso parere favorevole all’immissione in commercio. Secondo Giorgino, «la riduzione del carico iniettivo potrebbe sostenere l’aderenza e migliorare la qualità di vita», mentre la gestione del diabete dovrebbe considerare anche le comorbidità cardiovascolari, renali ed epatiche, oltre al peso corporeo e all’impatto della terapia sulla vita di ogni giorno.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

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