Claudina 18.2, il bersaglio che riduce del 42% il rischio di morte
Uno studio su sonesitatug vedotin mostra un vantaggio di sopravvivenza nei pazienti con tumore gastrico avanzato già trattati.
Nel 2024 in Italia sono stati stimati circa 14.000 nuovi casi di tumore dello stomaco, ma meno del 20% viene riconosciuto quando la malattia è ancora in fase iniziale. Nicola Silvestris, segretario nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica, collega il ritardo diagnostico a sintomi iniziali poco specifici, che possono essere scambiati per disturbi meno gravi.
Secondo Silvestris, “la difficoltà di una diagnosi precoce è connessa ai sintomi iniziali, spesso aspecifici e per questo confusi con altre patologie di minore gravità”.
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Una nuova opzione dopo le prime cure
Il carcinoma gastrico resta una malattia aggressiva e può essere scoperto quando è già avanzato. Anche dopo un intervento chirurgico radicale, inoltre, il rischio di ricaduta rimane elevato: per questo la disponibilità di trattamenti mirati rappresenta un elemento rilevante nel percorso oncologico.
Sara Lonardi, direttrice di Oncologia 1 all’Istituto Oncologico Veneto di Padova, ha sottolineato che Sone-Ve è la prima terapia diretta contro Claudina 18.2 ad aver evidenziato, in uno studio internazionale, un beneficio sulla sopravvivenza in questo contesto. La sopravvivenza globale mediana è risultata superiore di oltre quattro mesi rispetto alla terapia scelta dagli sperimentatori.
“È importante sottoporre tutti i pazienti con carcinoma gastrico avanzato al test diagnostico per valutare l’espressione di Claudina 18.2 dall’inizio del percorso di cura”, ha aggiunto Lonardi, precisando che questa informazione può aprire ulteriori possibilità di trattamento.
Come funziona il farmaco mirato
Il bersaglio è Claudina 18.2, una proteina normalmente presente nello stomaco che, in alcuni tumori, compare in quantità più elevate sulla superficie delle cellule malate. Si stima che questa caratteristica riguardi circa il 60% dei tumori gastrici e di quelli della giunzione gastroesofagea, quando la proteina è presente in almeno il 25% delle cellule tumorali.
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Sonesitatug vedotin appartiene alla categoria degli anticorpi-farmaco coniugati. La molecola individua la cellula che espone Claudina 18.2, vi si lega e viene inglobata; al suo interno libera il farmaco citotossico direttamente nel tumore, con l’obiettivo di colpire le cellule malate e contenere l’esposizione dei tessuti sani circostanti.
I risultati dello studio internazionale
I dati arrivano dallo studio Clarity-Gastric01, presentato al congresso della Società europea di oncologia medica. Nei pazienti con tumore gastrico o della giunzione gastroesofagea avanzato, positivi per Claudina 18.2 e già sottoposti ad almeno una linea di trattamento, il farmaco ha abbassato del 42% il rischio di morte rispetto alla terapia standard.
Nella popolazione considerata, che rappresenta circa il 60% dei pazienti, la sopravvivenza globale mediana è stata di 10,6 mesi con sonesitatug vedotin, contro 6,4 mesi con il trattamento standard. Il vantaggio è apparso ancora più marcato nelle persone arrivate alla terza linea terapeutica o a fasi successive.
In questo sottogruppo, infatti, la riduzione del rischio di morte ha raggiunto il 53%. La sopravvivenza globale mediana è arrivata a 10 mesi, rispetto ai 5 mesi osservati con la terapia standard.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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