Bambini, il gioco alterna rapidità e controllo mentale
Due studi dell’Università di Padova osservano effetti diversi dopo videogiochi e attività con oggetti in età prescolare
Il gioco rende i bambini in età prescolare più reattivi agli stimoli, ma può ridurre temporaneamente l’efficienza nei compiti che richiedono concentrazione prolungata. È il risultato di due ricerche condotte dal Dipartimento di Psicologia generale dell’Università di Padova.
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Reazioni rapide e controllo
Dalle osservazioni emerge che giocare non migliora in modo uniforme tutte le capacità cognitive. L’attività sembra invece spostare momentaneamente l’equilibrio verso i processi che aiutano a esplorare l’ambiente, cogliere ciò che accade e coordinare velocemente le azioni.
A risentirne sono le funzioni legate al controllo mentale mantenuto nel tempo. Quando il compito richiede precisione, attenzione prolungata e una gestione più rigorosa delle risposte, i bambini possono risultare meno efficienti subito dopo aver giocato.
Le attività osservate
I ricercatori hanno esaminato bambini in età prescolare dopo sessioni con videogiochi, tra cui Mario Kart, e dopo giochi che prevedevano l’uso di oggetti, come Tangram. Gli studi sono stati pubblicati su “Computers in Human Behavior Reports” e, per la ricerca più recente, su “Behavioural Brain Research”.
Anche il gioco sociale, fatto di inseguimenti e lotta giocosa, potrebbe allenare l’adattamento a situazioni impreviste perché richiede di modificare continuamente le proprie azioni in base a quelle degli altri. Telmo Pievani, filosofo della biologia dell’Università degli Studi di Milano già attivo a Padova, ha spiegato che «i nostri risultati suggeriscono che il gioco possa favorire temporaneamente alcune di queste esigenze, a scapito di altre».
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Possibili applicazioni mirate
Secondo i ricercatori, distinguere gli effetti dei diversi tipi di gioco potrebbe avere ricadute sia nel campo educativo sia in quello clinico. L’obiettivo sarebbe individuare quali attività stimolano specifiche funzioni mentali, senza considerare il gioco come un potenziamento generale delle capacità cognitive.
Queste conoscenze potrebbero contribuire alla progettazione di attività e interventi più mirati. Applicazioni di questo tipo sono già presenti nell’ambito di disturbi come la dislessia e l’Adhd.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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