Meteo su Roma.

Salute 2 min di lettura1 ora fa

Accesso ai farmaci, dopo l’Ema servono 441 giorni in Italia

Chiara Gnocchi chiede una comunicazione comprensibile e responsabile per ridurre gli ostacoli regionali all'accesso alle cure

In Italia servono in media 441 giorni perché un farmaco approvato dall'Ema raggiunga i pazienti. A questo intervallo possono aggiungersi fino a 10 mesi per l'accesso nelle singole Regioni.

Offerta del giorno2 novembre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura

Scade tra 59 giorni
*********


Il ruolo dell’informazione

Chiara Gnocchi, responsabile comunicazione e relazioni istituzionali di Novartis Italia, ha parlato della questione alla seconda edizione dell’Health Journalism Forum, organizzata all’ospedale Cardarelli di Napoli. Secondo Gnocchi, imprese e comunicatori devono tenere conto delle persone a cui si rivolgono, perché dietro le notizie sulle nuove cure ci sono pazienti e famiglie con aspettative e timori.

"Il paziente non deve essere solo nel leggere quell'informazione: è fondamentale un'alleanza tra il medico e il paziente a cui l'informazione è rivolta", ha affermato durante l’incontro. Per la dirigente, i contenuti sanitari devono rendere accessibili anche gli argomenti più complessi, senza perdere accuratezza e responsabilità.


I tempi dopo il via libera

Gnocchi ha definito "inaccettabile" il tempo necessario per completare il percorso nazionale e regionale, precisando che la responsabilità riguarda tutti gli attori del sistema sanitario. Il passaggio dall’autorizzazione europea alla disponibilità concreta per i cittadini non si esaurisce quindi con il via libera dell’Ema.

Le difficoltà, ha spiegato, sono numerose e richiedono competenze e valutazioni specifiche. L’obiettivo indicato è mettere in collegamento i diversi punti di vista attraverso una comunicazione capace di favorire un sistema sanitario sostenibile, con cure accessibili in modo equo, tempestivo e appropriato.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Un accesso ancora disomogeneo

Nel suo intervento, Gnocchi ha ribadito che l’innovazione perde il suo significato se non riesce a tradursi in un trattamento disponibile per chi ne ha bisogno. Il percorso di accesso comprende infatti sia la fase nazionale sia le successive decisioni regionali, con tempi che possono variare ulteriormente.

"La comunicazione ha il dovere di ascoltare i diversi punti di vista e di metterli insieme per trovare una soluzione comune", ha detto riferendosi alla responsabilità di chi informa e delle aziende. La chiarezza dei messaggi, insieme al rapporto tra medico e paziente, è stata indicata come una condizione per comprendere correttamente le informazioni sulle nuove cure.

ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere