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Politica 2 min di lettura2 ore fa

Violenza nelle città, il governo accelera: domani il decreto

Dopo quasi 200 agenti feriti, il Quirinale chiede una lettura rigorosa del fenomeno e l’esecutivo prepara nuove misure contro disordini e devastazioni.

Il governo prepara una stretta dopo i disordini degli ultimi giorni. Il Consiglio dei ministri dovrebbe riunirsi domani alle 17.30 per esaminare un decreto legge destinato a rafforzare la prevenzione e il contrasto di violenze, devastazioni e altri episodi di illegalità nelle città.

La convocazione arriva dopo il vertice tenuto oggi a Palazzo Chigi, dal quale sarebbe emersa la necessità di intervenire con strumenti più efficaci. L’obiettivo indicato è garantire una risposta determinata dello Stato, senza comprimere né la libertà di espressione né il diritto a partecipare a manifestazioni pacifiche.

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Mattarella: sicurezza senza eccezioni

Sul tema è intervenuto Sergio Mattarella, inaugurando la 39esima Assemblea delle Province d’Italia. Il Presidente della Repubblica ha espresso vicinanza alle forze dell’ordine, ricordando che gli scontri dei giorni scorsi hanno provocato quasi 200 feriti tra polizia e carabinieri.

«Alle forze dell’ordine va la piena solidarietà della comunità nazionale», ha affermato Mattarella. Il Capo dello Stato ha inoltre ribadito che la sicurezza è parte del servizio garantito ai cittadini e che, nelle città come nei borghi, nessuna forma di violenza può essere considerata accettabile.

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Un fenomeno ancora da decifrare

Secondo quanto emerso dal confronto nella sede del governo, gli episodi recenti presentano caratteristiche complesse e alcuni elementi nuovi anche rispetto al passato più vicino. Le cause sarebbero diverse e richiederebbero un esame specifico, prima di definire una strategia complessiva.

Mattarella ha sollecitato proprio questo approfondimento, chiedendo «un’analisi intelligente e approfondita» e una vigilanza capace di intercettare manifestazioni di violenza apparentemente improvvise e riconducibili a soggetti finora non abituali. Per il Presidente, la novità degli autori e delle dinamiche impone interrogativi da valutare sotto più profili.

Il provvedimento atteso in Consiglio dei ministri dovrebbe quindi inserirsi in una linea d’azione orientata a colpire le condotte delinquenziali e criminali, mantenendo al tempo stesso la distinzione tra iniziative pacifiche e comportamenti violenti. La riunione di domani dovrà chiarire contenuti e portata delle nuove misure.

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