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Video e traffico fermo: per Bratan scatta il rimpatrio

Il trapper russo è stato individuato dopo il set non autorizzato sulla Milano-Meda: revocato il permesso di soggiorno, previsto il ritorno in Russia.

Un gruppo di motociclisti e una strada trasformata in set hanno provocato l’interruzione della circolazione sulla Milano-Meda. Al centro della vicenda c’è il trapper russo Bratan, destinatario del provvedimento annunciato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.


Set abusivo, automobilisti in pericolo

La carreggiata sarebbe stata occupata per consentire la registrazione di un video musicale privo delle necessarie autorizzazioni. Il blocco ha fermato il traffico e generato condizioni di rischio per chi percorreva la strada.

All’iniziativa avrebbe partecipato anche una comitiva di motociclisti. L’episodio è quindi finito al centro degli accertamenti, avviati per ricostruire responsabilità e identificare le persone coinvolte nella realizzazione del filmato.

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Identificazione sui profili social

Bratan è stato riconosciuto anche grazie all’esame dei suoi account online. L’analisi dei contenuti pubblicati sui social ha contribuito a collegare il trapper alla scena girata lungo la Milano-Meda.

Dopo gli accertamenti, Matteo Piantedosi ha comunicato la revoca del permesso di soggiorno. Per il cittadino russo è stato inoltre disposto il rimpatrio nel Paese d’origine.

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