Meteo su Roma.

Politica 2 min di lettura2 ore fa

Veneto, il governo impugna la legge sul fine vita

Il ricorso riapre il confronto sulle norme regionali, mentre in Senato restano bloccati due disegni di legge nazionali.

Il governo ha deciso di impugnare davanti alla Corte costituzionale la legge del Veneto sul suicidio medicalmente assistito. Il provvedimento è stato esaminato giovedì dal Consiglio dei ministri, a pochi giorni dalla scadenza per il ricorso.

Offerta del giorno7 novembre

Douglas

-30% da Douglas su ordini da 129€

Scade tra 4 giorni
********


Le divisioni nella maggioranza

La scelta dell’esecutivo ha evidenziato anche una frattura interna alla maggioranza. Matteo Salvini non ha partecipato né alla discussione né alla votazione, mentre il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli ha manifestato la propria contrarietà.

Forza Italia ha difeso l’iniziativa e ha ribadito la necessità di una disciplina valida in tutto il Paese. Il senatore Pierantonio Zanettin ha osservato: «Mi pare che tutti siano ormai convinti che non va bene che ci siano leggi a macchia di leopardo nelle Regioni ma occorra una legge nazionale». Il parlamentare ha ricordato che il disegno di legge è calendarizzato in Aula al Senato dal 19 gennaio e che le commissioni possono ancora lavorare a una mediazione.

Anche Stefania Craxi, presidente dei senatori di Forza Italia, ha chiesto una legge nazionale capace di ridurre le differenze territoriali, garantire maggiore certezza giuridica e tutelare la dignità delle persone. Maurizio Lupi, leader di Noi moderati, ha invece giudicato positiva l’impugnazione, pur dichiarandosi contrario a una legge sul suicidio assistito e sull’eutanasia.


I testi fermi al Senato

Il Parlamento non ha ancora approvato una normativa nazionale, nonostante la sentenza 242/2019 della Consulta abbia escluso la punibilità per chi aiuta una persona affetta da una patologia irreversibile a morire, in presenza di precise condizioni. La Corte ha inoltre sollecitato più volte il legislatore a intervenire.

Il confronto è fermo nelle commissioni riunite Giustizia e Sanità del Senato. Sul tavolo ci sono il disegno di legge Bazoli, sostenuto dall’opposizione, e il testo Zanettin-Zullo, presentato dagli esponenti della maggioranza.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Le proposte divergono sui requisiti per accedere alla procedura, più restrittivi nel testo del centrodestra rispetto ai criteri indicati dalla Corte. Restano distanti anche le posizioni sui comitati chiamati a esprimere il parere e sul coinvolgimento del Servizio sanitario nazionale.

Il centrosinistra punta a un accesso gratuito attraverso la sanità pubblica, mentre il centrodestra prevede che la procedura si svolga al di fuori del Servizio sanitario nazionale. Da giugno, dopo la richiesta di sospensione avanzata da Fratelli d’Italia con l’obiettivo dichiarato di cercare un’intesa, i provvedimenti sono tornati all’esame delle commissioni senza registrare progressi.


Le critiche dell’opposizione

Alleanza Verdi e Sinistra ha contestato la decisione del governo. La capogruppo alla Camera Luana Zanella ha sostenuto che il fine vita mostri una divisione profonda nella destra e ha accusato l’esecutivo di avere un atteggiamento ostile verso temi ormai non rinviabili.

Secondo Zanella, l’impasse parlamentare pesa sulle famiglie e sulle persone gravemente malate, costrette ad assistere a uno scontro politico senza una disciplina nazionale.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere