Ucraina, la linea di Meloni spiazza: negoziatori cercasi tra gli Stati
La maggioranza prepara il voto sulla risoluzione in vista del Consiglio europeo, ma il testo evita ogni riferimento alle recenti mosse di Trump su Kiev e Mosca.
Il Parlamento sarà chiamato mercoledì a votare la risoluzione del centrodestra sulla guerra in Ucraina, alla vigilia del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre. Nel documento, però, non compaiono né l’attacco di Donald Trump a Volodymyr Zelensky né l’intesa tra Washington e Vladimir Putin per un possibile ritorno del gas russo.
La bozza sceglie dunque di non entrare nel merito delle dichiarazioni che nelle ultime 48 ore hanno agitato le cancellerie europee. La premier Giorgia Meloni, invece, mantiene l’attenzione sulla necessità di rafforzare il ruolo dell’Europa e torna a considerare l’ipotesi di un gruppo di Paesi incaricati di favorire i negoziati.
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La bozza evita il caso Trump
Nel testo destinato all’Aula non viene citata la frase con cui il presidente degli Stati Uniti ha messo in discussione la permanenza di Zelensky alla guida dell’Ucraina. Nessun riferimento neppure all’apertura sul gas russo, tema che ha riacceso le preoccupazioni europee sugli orientamenti di Washington nei confronti di Mosca.
L’assenza di questi passaggi segna la scelta della maggioranza di concentrarsi sugli impegni istituzionali legati al vertice europeo. Le recenti prese di posizione americane restano così fuori dalla risoluzione, nonostante abbiano provocato reazioni in diverse capitali del continente.
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Meloni rilancia il fronte dei negoziatori
Accanto alla posizione espressa nella bozza, Meloni insiste sulla possibilità di costruire una squadra formata da più Stati, con il compito di accompagnare il percorso diplomatico sull’Ucraina. L’obiettivo indicato dalla presidente del Consiglio è dare maggiore concretezza all’iniziativa europea sul piano dei negoziati.
La premier continua inoltre a chiedere la nomina di un inviato speciale per l’Ucraina. La proposta si inserisce nella linea con cui il governo intende sostenere un ruolo più riconoscibile dell’Europa, mentre il quadro internazionale viene complicato dalle dichiarazioni di Trump e dai contatti tra Washington e Putin.
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