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Politica 2 min di lettura23 set

Trieste, Perrini sposta il focus: 5 sfide per l’ingegneria 5.0

Al congresso nazionale degli ingegneri il presidente del Cni indica tecnologia, regole e sicurezza come nodi decisivi, rilanciando il ruolo della professione tra IA, energia e riforma degli ordini.

Trieste non è soltanto il luogo che ospita il 70° Congresso nazionale degli ingegneri: per Angelo Domenico Perrini è il simbolo di una nuova fase, in cui il confine si trasforma in opportunità e la professione è chiamata a misurarsi con tecnologia, energia e digitale.


Trieste diventa banco di prova

Parlando all’apertura dei lavori, il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri ha spiegato che il titolo scelto, "Nuove frontiere, nuove responsabilità", riflette un contesto più complesso rispetto al passato e una categoria chiamata a confrontarsi con più fronti insieme.


La Società 5.0 chiede regole

Perrini ha insistito sulla necessità di una tecnologia davvero al servizio delle persone, chiarendo che la Società 5.0 non può ridursi a una semplice ricerca di efficienza. Nel suo impianto, ha detto, contano inclusione, sostenibilità, sicurezza dei lavoratori e capacità di adattarsi ai cambiamenti senza perdere la centralità dell’uomo.

In questo quadro, ha aggiunto, pesano sempre di più dati, ICT e intelligenza artificiale. Il cyberspazio, nella sua lettura, non deve essere considerato solo come un archivio di big data, ma come l’ambiente in cui le informazioni vengono elaborate per produrre soluzioni utili alla collettività. La rapidità con cui l’IA si è diffusa dal 2016, secondo Perrini, rende però indispensabili regole e limiti chiari.

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Le cinque criticità indicate

Da qui la lista dei cinque punti considerati decisivi dal Cni. Il primo riguarda proprio la governance delle tecnologie legate all’intelligenza artificiale, con il rischio che pochi soggetti capaci di controllare dati e potenza di calcolo finiscano per condizionare lavoro, consumi ed economia. Il secondo tema è quello degli incentivi alle imprese, giudicati utili ma frenati da burocrazia, sovrapposizioni normative e orizzonti temporali troppo brevi.

Gli altri tre capitoli toccano la sicurezza energetica, il recupero sostenibile del patrimonio edilizio e la salvaguardia del territorio; poi la riforma degli ordinamenti professionali, oggi al centro del passaggio parlamentare tra A.S. 1663 e A.C. 3068; infine il rafforzamento del ruolo ordinistico, visto come garanzia di regole deontologiche e di un contributo più ampio all’interesse generale.


Più responsabilità, non più difese

Nella parte finale del suo intervento Perrini ha chiarito la linea del Consiglio nazionale: l’obiettivo non è ottenere nuove protezioni per la categoria, ma assumere un peso maggiore nelle decisioni pubbliche. Il sistema degli ingegneri, ha sostenuto, vuole presentarsi come soggetto capace di proporre soluzioni su tecnologie innovative, lavoro, territorio e sicurezza energetica, non solo come organismo di rappresentanza.

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