Trani, Galiano non torna indietro: «La città non ha padroni
Il sindaco uscente conferma la scelta dopo quattro mesi, accusa le tensioni nella maggioranza e annuncia il ritorno alla scuola.
«Ognuno di noi adesso può tornare al proprio lavoro. Io lo farò consapevole che questi mesi mi hanno cambiato». Con queste parole Marco Galiano ha chiuso il lungo messaggio con cui ha confermato la scelta di lasciare la guida di Trani. Il dirigente scolastico ha rivolto scuse e ringraziamenti a chi aveva sostenuto la sua candidatura, ammettendo di non essere riuscito a portare a termine il progetto immaginato per la città.
Douglas
-20% su ordini da 69€ da Douglas
Una scelta legata alla dignità
Il sindaco ha spiegato di aver fissato un limite che non intendeva oltrepassare: la propria dignità e quella di Trani. A suo giudizio, la fiducia nei suoi confronti era scesa troppo, mentre i riferimenti politici erano venuti meno e le pressioni avevano raggiunto un livello non più tollerabile.
Galiano ha respinto l’idea di restare in carica a qualsiasi prezzo. «Quattro mesi o quattro anni, forse mi sbaglio, ma per me non fa differenza. Resta, e resterà sempre, il dolore di non esserci riuscito», ha scritto, riconoscendo di aver abbandonato l’incarico molto prima del previsto ma difendendo comunque la decisione.
Il ritorno al lavoro dopo la crisi
Nel suo intervento, il primo cittadino ha ricordato di essere arrivato a Palazzo di Città con l’intenzione di amministrare senza considerare la città come una proprietà personale. Ha riconosciuto di aver commesso errori, ma ha rivendicato di essersi assunto le proprie responsabilità senza sottrarsi nei momenti più difficili.
La sua esperienza si è conclusa dopo appena quattro mesi, al termine di una frattura soprattutto con il Partito democratico, la forza politica che lo aveva candidato. Galiano ha auspicato che gli uffici comunali possano ritrovare serenità, che cessino i contrasti interni e che la politica torni a lavorare per Trani senza tentare di impadronirsi dell’amministrazione.
Il messaggio che chiude ogni spiraglio
A meno di 48 ore dalla scadenza dei 20 giorni previsti per un eventuale ripensamento, Galiano non ha ritirato le dimissioni. La conclusione del suo messaggio è netta: «La nostra città non ha bisogno di padroni. Solo di rispetto».
Il sindaco ha raccontato di essersi interrogato a lungo sulle ragioni della candidatura, accettata pur non essendo stata cercata. La decisione, ha spiegato, era nata dalla consapevolezza di non avere vantaggi personali da ottenere, se non l’onore e il peso di indossare la fascia tricolore.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Le fratture dentro la maggioranza
Secondo Galiano, la crisi non sarebbe stata provocata dall’opposizione. Nel mirino sono finiti invece i dissidi dentro il centrosinistra, compresa la difficoltà di una parte della maggioranza a sostenere le scelte dell’amministrazione. Il sindaco ha citato anche il confronto sull’aumento della TARI, il dimensionamento scolastico, le società municipalizzate e la gestione del verde.
Il riferimento alle municipalizzate arriva mentre Trani affronta anche il terremoto ai vertici di Amiu. Galiano ha chiarito che non sarebbe bastato riconoscergli formalmente prerogative già attribuite dalla legge al sindaco, né approvare la variazione sul verde che avrebbe salvaguardato più di trenta posti di lavoro. Quel provvedimento, ha ricordato, era stato preparato insieme agli uffici e agli assessori fino al giorno precedente alla discussione in giunta.
Nessun accordo dopo i tentativi
Nei giorni successivi alle dimissioni, il sindaco ha ricevuto numerose telefonate e centinaia di messaggi. Ha incontrato diverse persone disposte a convincerlo a cambiare posizione, ma ha sostenuto di aver cercato soprattutto segnali concreti di discontinuità, senza riceverli.
Anche il colloquio con Antonio Decaro aveva alimentato l’ipotesi di una possibile ricomposizione. Galiano ha però ridimensionato quel passaggio, ringraziando il presidente della Regione Puglia ma negando che la sua scelta fosse stata una messinscena. Ha accusato l’ambiente politico locale di rimanere chiuso in una dimensione troppo ristretta rispetto alle potenzialità di Trani.
La rottura si è consumata mentre anche Puglia Popolare annunciava il ritiro di assessori e consiglieri dalla maggioranza. Galiano ha sostenuto di non aver posto condizioni per restare e di non essersi dimesso per ottenere concessioni, ma perché non voleva accettare compromessi al ribasso o restare sindaco a ogni costo.
Continua a leggere
Venezia, Venturini da Nordio: sul tavolo le questioni aperte
Il sindaco di Venezia ha incontrato a Roma il ministro della Giustizia per sottoporgli le priorità del territorio e valutare possibili soluzioni.
Vannacci perde terreno, Forza Italia si avvicina: i numeri del sondaggio
La rilevazione Swg per il Tg La7 fotografa un quadro stabile in testa, ma con movimenti significativi tra centrodestra, opposizione e forze minori.
Lega, il Nord non si ferma: Fontana ridimensiona il congresso
Il presidente lombardo conferma il progetto di un’associazione settentrionale e non considera prioritaria la convocazione congressuale del 24-25 ottobre.
Conti pubblici, oggi il doppio voto: la rotta indicata da Giorgetti
La Camera esamina il Dpfp e la richiesta di scostamento: le due risoluzioni arriveranno al voto in tarda mattinata, con maggioranze diverse.