Tir fermi nel Mezzogiorno, Lollobrigida: «Casi evidenti»
Il ministro segnala episodi concreti di possibile presenza criminale, ma assicura che le richieste legittime delle categorie saranno valutate
Le possibili infiltrazioni criminali nella protesta degli autotrasportatori non sarebbero soltanto un’ipotesi. Francesco Lollobrigida parla infatti di episodi già riconoscibili, mentre nel Mezzogiorno prosegue la mobilitazione che sta causando il fermo dei tir.
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Il ministro parla di fatti visibili
«Non si tratta di timore. Ci sono dei casi evidenti, che sono stati visibili a tutti», ha risposto Lollobrigida a chi gli chiedeva se il governo temesse presenze criminali tra i camionisti impegnati nel blocco.
Il ministro dell’Agricoltura ha pronunciato queste parole nel cortile di Montecitorio, poco prima di intervenire in Aula durante il question time. A sostegno della sua posizione, ha preso il cellulare e mostrato un curriculum, senza che il testo disponibile fornisca ulteriori dettagli sul documento.
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Restano aperte le richieste delle categorie
Lollobrigida non ha però escluso l’ascolto delle ragioni espresse dagli agricoltori e dagli autotrasportatori. Le istanze considerate corrette, secondo quanto riferito dal ministro, dovranno essere prese in esame dalle istituzioni.
La disponibilità comprende anche un riscontro alle categorie coinvolte. Il chiarimento arriva mentre il blocco dei trasporti interessa il Sud e il governo distingue tra le rivendicazioni da ascoltare e i casi che, a giudizio di Lollobrigida, mostrerebbero evidenti infiltrazioni criminali.
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