Caro carburanti, Tajani detta il limite: sì alle proteste, no ai blocchi
Il ministro degli Esteri riconosce le ragioni degli autotrasportatori, ma invita a evitare disagi per cittadini, produttori e consumatori.
Il confronto sul caro carburanti entra nel dibattito politico con una richiesta precisa: le ragioni degli autotrasportatori devono essere ascoltate, ma senza paralizzare la circolazione né provocare danni ad altri settori. Antonio Tajani ha espresso questa posizione dal palco del Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione di Coldiretti.
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Tajani difende la protesta civile
Il ministro degli Esteri ha riconosciuto la legittimità del malcontento legato all’aumento dei costi del carburante. Allo stesso tempo, ha messo in guardia contro il ricorso ai blocchi stradali come forma di pressione.
«Comprendo le ragioni del malcontento e della protesta, ma secondo me è sbagliato bloccare le autostrade», ha affermato Tajani durante il suo intervento. A suo giudizio, le richieste del comparto devono spingere le istituzioni a intervenire senza trasformarsi in un ostacolo per il resto del sistema economico.
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Nessuna tolleranza per violenze e saccheggi
Il vicepremier ha esteso il ragionamento anche alle manifestazioni che si svolgono nelle città, citando in particolare Milano. Tajani ha ribadito di non voler limitare la libertà di espressione, purché le iniziative si svolgano senza aggressioni o danneggiamenti.
«Si manifesta in maniera civile, non si distruggono le vetrine, non si aggrediscono i poliziotti, i carabinieri, i finanzieri, non si distruggono i negozi e non si saccheggiano. Si protesta pacificamente», ha dichiarato. Il messaggio rivolto ai manifestanti è quindi quello di separare le rivendicazioni economiche da qualsiasi comportamento violento o lesivo delle attività commerciali.
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