Telefonata Salvini-Garavaglia, il mistero scuote il congresso della Lega
A Milano 705 delegati scelgono il segretario federale: Salvini parte favorito, ma il confronto con Garavaglia misurerà anche il consenso interno
Il congresso della Lega si apre con una domanda rimasta senza risposta: Matteo Salvini e Massimo Garavaglia si sono davvero parlati alla vigilia della sfida per la segreteria? Il caso della telefonata ha animato le ultime ore prima dell’appuntamento milanese, aggiungendo tensione a un voto il cui esito viene considerato largamente prevedibile.
A prescindere dal nome del vincitore, l’attenzione sarà rivolta anche alla distanza tra i due candidati e al sostegno raccolto dalla candidatura alternativa. Il risultato servirà quindi a fotografare gli equilibri interni e il peso delle diverse sensibilità presenti nel partito.
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Il caso della telefonata divide i protagonisti
Garavaglia ha raccontato di aver cercato più volte il segretario senza riuscire a raggiungerlo, lasciando intendere che Salvini fosse impegnato su molti fronti. La ricostruzione ha sorpreso il leader della Lega, che ha fornito una versione differente del contatto tra i due.
«Il mio telefono è sempre acceso e rispondo a tutti, con Garavaglia ho parlato per un quarto d’ora tre giorni fa», ha replicato Salvini. Anche Claudio Durigon ha confermato l’esistenza del colloquio, spiegando che il senatore avrebbe parlato sia con lui sia con il segretario e forse non lo avrebbe ricordato.
Salvini favorito, ma il voto pesa
Massimo Garavaglia sarà l’unico concorrente di Salvini per la guida federale. La riconferma dell’attuale segretario appare l’ipotesi più probabile, ma Attilio Fontana ha invitato a non dare ogni passaggio per scontato: «Nel segreto dell’urna ci potranno essere delle sorprese».
Il confronto non si esaurirà dunque nella proclamazione finale. I consensi ottenuti da Garavaglia potranno indicare il grado di appoggio a una linea alternativa, mentre il risultato di Salvini dovrà essere letto anche alla luce delle preferenze effettivamente espresse dai delegati.
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Due giorni per definire la rotta
All’Allianz MiCo di Milano sono attesi 705 delegati provenienti da tutta Italia. L’assemblea discuterà le mozioni presentate e sarà chiamata a fissare le priorità politiche della Lega per i prossimi anni, insieme alle prospettive del movimento.
Il congresso inizierà sabato 24 ottobre alle 14 e andrà avanti fino alla sera. I lavori riprenderanno domenica 25 ottobre alle 10, con la chiusura prevista nel pomeriggio; per seguire l’appuntamento si sono accreditati oltre 120 giornalisti e operatori dell’informazione.
La Lega tra governo e battaglie identitarie
«Di lotta e di governo» è la formula scelta per accompagnare l’appuntamento. Lo slogan richiama da un lato l’attività svolta nelle istituzioni e nei territori amministrati dal partito, dall’altro la volontà di mantenere aperte le battaglie identitarie sul piano nazionale ed europeo.
Sul fronte continentale, la delegazione leghista al Parlamento di Bruxelles ha già manifestato il proprio sostegno a Salvini. Garavaglia, invece, ha mantenuto una posizione prudente sul rapporto con Giancarlo Giorgetti, mentre nelle ultime ore è iniziato il consueto conto dei possibili schieramenti interni.
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