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Politica 1 min di lettura6 giorni fa

Stadi inglesi, Burnham sfida il divieto sulla birra: la proposta divide tutti

Il premier britannico vuole cancellare il blocco introdotto nel 1985 e riaccende il dibattito: tifosi favorevoli, polizia contraria per timori sull’ordine pubblico.

Andy Burnham ha rimesso al centro una vecchia regola del calcio inglese, puntando a cambiare un divieto che dura dal 1985. Il primo ministro britannico propone infatti di rimettere birra e altri alcolici sugli spalti, scelta che ha già acceso lo scontro tra chi la considera una normalizzazione e chi teme nuovi problemi negli stadi.

Per il premier, tifoso dell’Everton, la norma non rispecchia più la realtà di oggi e finisce per trattare in modo sfavorevole i sostenitori del calcio. La restrizione, nata in piena stagione hooligan, permette solo il consumo nei bar interni prima del calcio d’inizio o durante l’intervallo.


La norma del 1985 nel mirino

L’idea di Burnham è abolire un divieto che, secondo lui, appartiene a un’altra epoca. Nella sua lettura, il contesto che portò a quelle regole è cambiato profondamente rispetto a quarant’anni fa, e mantenere lo stesso impianto non avrebbe più senso.

A sostegno della proposta arrivano anche i tifosi, che vedono una disparità rispetto ad altri eventi ospitati negli stessi impianti. L’associazione dei supporter ricorda che negli stadi inglesi si può bere durante i concerti e anche in occasione delle partite di rugby.

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La polizia teme effetti sull’ordine pubblico

Di segno opposto la posizione delle forze dell’ordine, che giudicano rischioso allentare i vincoli. Un portavoce della polizia ha avvertito che sarebbe irresponsabile favorire comportamenti violenti e criminali, già presenti in alcune partite di calcio, aumentando il consumo di alcol.

Il nodo, quindi, resta quello della sicurezza. Da una parte c’è la richiesta di cancellare una misura considerata ormai anacronistica; dall’altra, il timore che una maggiore disponibilità di bevande sugli spalti possa complicare la gestione dell’ordine pubblico.

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