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Politica 2 min di lettura2 giorni fa

Sicilia, la foto che riapre il caso donne: «Serve femminismo

Cleo Li Calzi difende il ruolo del Pd e sposta il confronto dalla composizione di un tavolo alla necessità di cambiare economia e politica nell’Isola.

Il problema, secondo Cleo Li Calzi, non si risolve aggiungendo semplicemente qualche presenza femminile nelle riunioni politiche. La presidente del Pd siciliano invita a guardare alla struttura della società e alla scarsa partecipazione delle donne nei luoghi in cui si decidono sviluppo, lavoro e futuro della regione.

La discussione è nata da una fotografia scattata dopo un incontro del campo largo in Sicilia: attorno al tavolo comparivano 15 uomini e una sola donna, Palmira Mancuso di +Europa. Anche le persone immortalate in piedi, vicino all’ingresso, erano uomini. Un’immagine che ha riacceso le polemiche sulla rappresentanza politica nell’Isola.


Una fotografia non racconta tutto

Li Calzi ridimensiona il valore della singola immagine e ricorda che la riunione coinvolgeva i segretari dei partiti. A suo giudizio, il quadro riflette anche il fatto che alcune forze della coalizione abbiano una presenza femminile quasi inesistente, mentre il Pd dispone di rappresentanti donne in diversi livelli dell’organizzazione.

Anthony Barbagallo, segretario regionale del Pd, avrebbe partecipato all’incontro sulla base di un indirizzo discusso dalla segreteria regionale. Nel partito, sottolinea Li Calzi, ci sono una vicesegretaria regionale e una presidente. La dirigente preferirebbe però non confinare il dibattito alla sola rappresentanza di genere: «Non c’è bisogno di donne, ma di femminismo».


Il nodo è il modello siciliano

Per Li Calzi, parlare soltanto della presenza femminile rischia di lasciare in ombra temi decisivi, a partire dall’economia. La dirigente osserva che il dibattito pubblico sui sistemi aeroportuali o sulle principali scelte economiche regionali continua a essere dominato dagli uomini, anche perché i giornali cartacei siciliani sono guidati prevalentemente da direttori uomini.

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La presidente dem collega quindi la rappresentanza a un cambiamento più ampio. La Sicilia, sostiene, dovrebbe puntare su uno sviluppo capace di ridurre disparità e divari, con politiche di coesione e transizioni digitale ed ecologica che non allarghino la distanza tra occupazione maschile e femminile.


Dal 1996 nessuna segretaria regionale

Nel confronto è emerso anche un dato storico: dopo Angela Bottari, alla guida del Pds siciliano nel 1996, nessun’altra donna ha ricoperto l’incarico di segretaria regionale. Per Li Calzi, la spiegazione sta nella mancanza di condizioni concrete per competere e partecipare, quella che definisce “agibilità” politica.

La stessa agibilità, secondo la dirigente, aumenterebbe se venissero ridotti i divari di genere e quelli generazionali. Un programma fondato su integrazione e democrazia paritaria potrebbe così modificare gradualmente anche la composizione dei tavoli politici. Alla domanda se, insieme al modello di sviluppo, cambierebbe pure la fotografia, Li Calzi ha risposto: «Sì».

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