Scuole, borghi e sicurezza: Mattarella riapre il dossier Province
Il presidente della Repubblica chiede di superare l'incertezza istituzionale e richiama le priorità per territori, cittadini e sicurezza
La modernizzazione degli edifici scolastici non può fermarsi con la conclusione del Pnrr. Sergio Mattarella ha indicato come impegni nazionali anche il contrasto allo spopolamento, la riduzione della partenza forzata dei giovani e la tutela dei borghi più esposti all'abbandono.
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Province decisive per i territori
Nel suo intervento alla 39esima Assemblea nazionale delle Province d'Italia, il presidente della Repubblica ha richiamato il ruolo che questi enti possono svolgere al servizio dei cittadini. Il riferimento riguarda soprattutto le zone attorno ai capoluoghi, le aree interne e montane meno raggiunte dalle grandi reti di trasporto.
Secondo Mattarella, i comuni di dimensioni medie e piccole necessitano di sostegno e raccordo per riuscire a esercitare pienamente le proprie responsabilità. In questo quadro, le Province possono offrire coordinamento amministrativo e servizi a territori molto diversi tra loro, compresi quelli più lontani dai principali centri urbani.
Sicurezza, serve una risposta lucida
Il capo dello Stato ha espresso vicinanza alle forze dell'ordine dopo gli episodi di violenza dei giorni scorsi. «Ogni violenza è inaccettabile: alle forze dell'ordine va la piena solidarietà», ha affermato, collegando la sicurezza alla protezione quotidiana dei comuni e dei piccoli centri.
Mattarella ha sollecitato una valutazione approfondita e un controllo costante per affrontare forme di violenza riconducibili anche a soggetti nuovi. A suo giudizio, il fenomeno pone interrogativi da esaminare sotto più aspetti e richiede strumenti capaci di prevenirne e contrastarne le manifestazioni.
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Il futuro istituzionale resta incerto
Nel ricostruire la vicenda delle Province, il presidente ha ricordato il lungo periodo di difficoltà attraversato nell'ultimo decennio. Era stato avviato un progetto per ridefinirne l'assetto, ma quel percorso si è poi arrestato, lasciando aperta una questione istituzionale che attende ancora una soluzione.
Mattarella ha ripercorso anche le tappe della loro evoluzione: dalle origini legate alla nascita dello Stato unitario al rapporto alterno tra autonomia locale e accentramento. Con la Repubblica, ha spiegato, il riconoscimento delle autonomie territoriali è diventato una garanzia di libertà, democrazia e pluralismo; un indirizzo rafforzato dal coordinamento del 1990 e dalla riforma costituzionale del 2001.
«Far uscire le Province dal limbo»
Per il capo dello Stato non è più rinviabile il superamento della fase transitoria. Il venir meno di un livello territoriale di riferimento, ha osservato, può incidere progressivamente anche sui diritti dei cittadini. Da qui la richiesta di chiudere una transizione rimasta incompiuta e di restituire alle Province una collocazione definita.
Richiamando il legame dell'Upi con la storia istituzionale italiana, Mattarella ha ricordato che l'organizzazione fu sciolta durante la dittatura fascista e ricostituita a Firenze nel 1946. Da Imperia ha inoltre rilanciato il valore simbolico del territorio: «Qui comincia l'Italia», ha detto, sottolineando che le Province sono previste dalla Costituzione.
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