Scontro sull’immigrazione: Gere accusa, Salvini contrattacca
L’attore denuncia il ricorso a detenzione e trasferimenti fuori dall’Ue; il leader della Lega risponde ricordando il caso Open Arms.
Matteo Salvini torna a rivolgersi direttamente a Richard Gere e lo accusa di voler impartire lezioni all’Italia sul tema dell’accoglienza. «Caro radical chic che vive nel lusso, continua a fare l’attore (peraltro bravo) ma evita di dare lezioni non richieste agli Italiani», ha scritto il vicepremier e leader della Lega sui social.
Salvini riapre il caso Open Arms
Nel suo intervento, Salvini ha richiamato anche la vicenda giudiziaria legata alla nave Open Arms. Gere, noto sostenitore delle organizzazioni non governative impegnate nel soccorso in mare, avrebbe dovuto deporre nel procedimento che riguardava l’ex ministro dell’Interno.
Il riferimento arriva mentre l’attore critica la gestione italiana dei flussi migratori. Salvini ha ricordato la scelta di chiudere i porti alle imbarcazioni con migranti a bordo e ha respinto l’idea che il mancato accoglimento generalizzato possa essere letto come una forma di razzismo.
Gere contesta la linea italiana
L’attore statunitense ha affidato il proprio messaggio a un video realizzato a sostegno di ActionAid. Nel filmato sostiene che il fenomeno migratorio possa essere affrontato senza comprimere il diritto d’asilo né sottoporre le persone a condizioni degradanti.
Gere ha inoltre messo in discussione le strategie fondate sulla detenzione, sull’allontanamento e sul trasferimento del controllo delle frontiere al di fuori dell’Unione europea. A suo giudizio, simili impostazioni non risolvono il problema e finiscono per incidere concretamente sulla dignità e sui diritti dei migranti.
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Il modello con l’Albania nel mirino
Tra gli elementi contestati dall’attore c’è il sistema sviluppato dall’Italia in Albania. Secondo Gere, il ricorso crescente ai centri di trattenimento e lo spostamento delle procedure oltre i confini dell’Unione riducono la visibilità pubblica su quanto accade e possono diventare un precedente per le future politiche europee.
Nel video, la star di Hollywood avverte anche del rischio che la paura prenda il posto della solidarietà. Le persone, nella sua lettura, vengono sempre più considerate soltanto come cifre, emergenze o minacce, mentre pratiche come la detenzione e la deportazione vengono presentate come strumenti ordinari di gestione dei flussi.
Due visioni opposte sull’accoglienza
Il confronto mette così a paragone due posizioni inconciliabili. Gere chiede di proteggere il diritto di chiedere asilo e di rifiutare approcci che subordinano i diritti umani al controllo delle frontiere.
Salvini, invece, difende la linea adottata durante il suo mandato al Viminale e considera l’intervento dell’attore una critica esterna e non richiesta. La polemica si concentra quindi sia sulle politiche migratorie italiane sia sul ruolo delle organizzazioni non governative nel soccorso in mare.
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