Sanità, le Regioni chiedono più fondi e personale
Governatori riuniti il 4 novembre: nel mirino della manovra anche risorse e vincoli per gli organici
Le Regioni si riuniranno il 4 novembre per discutere i finanziamenti alla sanità e i limiti sulle assunzioni. La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha convocato un incontro straordinario sul tema.
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Le critiche alla manovra
Il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha respinto l’accusa di una riduzione degli stanziamenti. «Dire che ci sono stati dei tagli mi sembra ingeneroso rispetto a un governo che continua a investire in maniera forte nel finanziamento del Fondo sanitario», ha affermato.
Di segno opposto la posizione del presidente dell’Emilia-Romagna, Michele de Pascale. Secondo il governatore, le Regioni avevano chiesto al ministro della Salute Orazio Schillaci un adeguamento delle risorse, ma la legge di Bilancio non coprirebbe neppure l’aumento dei prezzi. De Pascale ha richiamato anche il peso dei rincari energetici e delle bollette ospedaliere, definendo molto ampio il taglio previsto.
I dati diffusi dall’Emilia-Romagna indicano che, per compensare soltanto l’inflazione, le amministrazioni regionali avevano stimato un fabbisogno complessivo di 3,48 miliardi di euro. Nel testo della manovra, per quella voce, figurerebbero invece 138 milioni, pari al 4% della richiesta. Le stime sui minori fondi arriverebbero a circa 220 milioni per la Puglia e 426 milioni per l’Emilia-Romagna.
Risorse e assunzioni
Il confronto si è acceso dopo le dichiarazioni dell’assessore al Welfare della Lombardia, Guido Bertolaso. Per la sanità lombarda, ha quantificato in quasi mezzo miliardo di euro l’impatto delle riduzioni indicate nella manovra, con conseguenze sul completamento degli interventi per ridurre le liste d’attesa. Marco Osnato, presidente della commissione Finanze della Camera ed esponente di Fratelli d’Italia, ha replicato con ironia alle sue parole.
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Nel centrodestra soltanto il presidente della Liguria Marco Bucci ha preso posizione pubblicamente, osservando che ogni risorsa aggiuntiva destinata alla sanità sarebbe positiva e sostenendo che 7 miliardi in tre anni siano comunque preferibili a zero. Le Regioni, tuttavia, chiedono 18 miliardi in più nell’arco dello stesso periodo.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha difeso l’azione dell’esecutivo, ricordando che il Fondo sanitario nazionale è aumentato dall’inizio della legislatura. «Le risorse per il Fondo sanitario sono cresciute e hanno raggiunto un livello mai raggiunto in passato», ha dichiarato, aggiungendo che la legge di Bilancio porterebbe la dotazione a 146,3 miliardi nel 2027.
Nel documento programmatico preparato in vista dell’esame parlamentare, i governatori ribadiscono però due richieste: un incremento dei finanziamenti e la rimozione dei vincoli sul personale. Saranno questi i punti al centro della riunione della Conferenza delle Regioni.
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