Salis, l’allarme sui fermati: «Lo Stato non è di polizia»
L’eurodeputata di Avs chiede garanzie per i giovani coinvolti negli episodi di Milano e tenta di dialogare con le autorità da Strasburgo.
Da Strasburgo, Ilaria Salis sta cercando di entrare in contatto con le autorità incaricate di seguire il caso, con l’obiettivo di chiarire la situazione e favorire una soluzione senza ulteriori tensioni. L’eurodeputata di Avs ha inoltre ringraziato il gruppo legale autorganizzato che sta fornendo sostegno alle persone coinvolte.
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Salis chiede chiarezza alle autorità
Al centro della sua presa di posizione ci sono i giovani fermati dopo gli episodi di Milano, tra i quali, secondo Salis, ci sarebbero anche diversi minorenni di origine migratoria. L’esponente politica sostiene che non sia ancora possibile sapere con precisione dove queste persone siano trattenute.
La parlamentare europea ha spiegato di seguire con apprensione gli sviluppi e di voler ottenere informazioni più dettagliate attraverso un confronto diretto con gli organismi competenti. Il suo intervento arriva mentre proseguono gli accertamenti sui fatti e sulle eventuali responsabilità individuali.
I diritti valgono anche sotto accusa
Salis ha sottolineato che l’eventuale contestazione di reati non può cancellare le tutele previste per chi è stato fermato. «Anche qualora alcuni dei giovani fermati avessero commesso dei reati, ciò non li priverebbe in alcun modo dei loro diritti fondamentali», ha scritto, ricordando che ogni responsabilità dovrà essere verificata nelle sedi appropriate.
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A suo giudizio, le garanzie personali devono essere applicate senza distinguere tra persone accusate e non accusate, soprattutto quando sono coinvolti minorenni. La deputata ha richiamato il principio secondo cui la tutela dei diritti non può dipendere dalla gravità del momento o dal clima creatosi attorno agli episodi.
L’appello contro la logica repressiva
Nel suo messaggio, Salis ha evocato precedenti della storia recente italiana, sostenendo che le fasi di forte conflitto possono degenerare in violenze molto gravi. Ha aggiunto di sperare che le sue preoccupazioni si rivelino infondate.
Rivolgendosi alla maggioranza politica che accusa di autoritarismo, classismo e razzismo, l’eurodeputata ha ribadito: «Viviamo in uno Stato di diritto, non in uno Stato di polizia». Per Salis, il rispetto delle libertà fondamentali e il garantismo rappresentano elementi indispensabili di una democrazia e devono essere assicurati a tutte le persone, anche nei momenti più delicati.
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