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Politica 1 min di letturaAggiornato 15 ore fa

Ricciardi chiede un nuovo reddito e meno armi

Il capogruppo M5s apre al confronto con il Pd, anche in caso di vittoria di Schlein alle primarie

Aggiornamento delle 06:31

Il M5s ha messo a punto il “Reddito 2.0”, affidandone l’elaborazione a Mario Turco, professore di economia aziendale. La misura richiederebbe tra 9 e 10 miliardi di euro l’anno, considerando le risorse già stanziate, e prevede una revisione della formazione e delle politiche attive, con il coinvolgimento di imprese, Comuni e agenzie per il lavoro.

Riccardo Ricciardi, capogruppo del M5s alla Camera, rilancia la proposta di un nuovo reddito e critica l’attenzione costante sulle armi. Sul piano politico, assicura che il Movimento potrebbe collaborare con il Pd se il programma comune rispecchiasse le sue priorità.

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Reddito e guerra in primo piano

Ricciardi ha chiesto di riportare al centro dell’agenda il sostegno ai redditi, prendendo le distanze da un dibattito concentrato soprattutto sugli armamenti. «Serve un nuovo reddito, basta parlare sempre di armi», ha affermato, indicando questa posizione come una delle priorità del M5s.

Il capogruppo pentastellato ha inoltre sostenuto che, sulla questione di Kiev, una parte del Partito democratico condividerebbe le posizioni del Movimento. Il riferimento riguarda in particolare il dibattito sulle armi e sull’approccio da adottare nei confronti della guerra.

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Il possibile rapporto con il Pd

Ricciardi ha escluso che l’eventuale vittoria di Elly Schlein alle primarie possa impedire un’intesa politica. A suo giudizio, gli elettori seguirebbero il progetto anche con una leadership dem diversa, purché il programma mantenesse le priorità indicate dal M5s.

«Se il programma rispecchia le nostre priorità, gli elettori ci seguiranno anche se alle primarie dovesse vincere Schlein», ha dichiarato. La condizione posta dal capogruppo riguarda quindi i contenuti dell’accordo, più che l’esito della competizione interna al Pd.

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