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Politica 1 min di lettura1 ora fa

Premio Sacharov, Schlein rilancia la sfida: proteggere la Corte penale

La leader del Pd accoglie il riconoscimento europeo alla Corte penale internazionale e chiede misure concrete contro le sanzioni che ne limitano l’operato.

Il riconoscimento assegnato alla Corte penale internazionale viene accolto da Elly Schlein come un segnale politico di rilievo, ma anche come l’occasione per tornare a chiedere una risposta dell’Unione europea alle sanzioni che ne ostacolano il lavoro. La segretaria del Partito democratico invita Bruxelles a passare dalle parole agli strumenti concreti di tutela.

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Un premio nel segno dei diritti

Schlein ha definito l’attribuzione del Premio Sacharov «una bella notizia e un messaggio importante e chiaro che il Parlamento europeo manda al mondo». A suo giudizio, il riconoscimento arriva in una fase delicata, caratterizzata da pressioni sempre più forti sul diritto internazionale e sulla difesa dei diritti umani.

La dirigente dem ha inoltre valorizzato il contributo del gruppo dei Socialisti e Democratici, promotore della candidatura della Corte penale internazionale. Per Schlein, il premio conferma l’importanza dell’istituzione nel quadro della giustizia internazionale.

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La richiesta all’Unione europea

Secondo la segretaria del Pd, alla celebrazione del riconoscimento devono seguire decisioni operative. L’obiettivo indicato è attivare lo statuto di blocco, così da impedire che le sanzioni contro la Corte producano effetti sul territorio europeo.

«Dobbiamo difendere la Corte penale internazionale dalle sanzioni», ha affermato Schlein, ribadendo che il Partito democratico sta sollecitando l’adozione dello strumento europeo. La misura, nelle intenzioni espresse dalla leader dem, servirebbe a neutralizzare gli ostacoli all’attività della Corte all’interno dell’Unione.

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