1.222notizie oggi Scopri i vantaggi
Politica 2 min di lettura9 min fa

Lega, la sfida è aperta: Garavaglia supera quota 80 e punta al Nord

Il senatore raccoglie 81 firme e contenderà la guida del partito a Matteo Salvini, mentre governatori e dirigenti settentrionali convergono sulla mozione di Molinari.

Matteo Salvini prova a chiudere la partita interna alla Lega con una formula netta: dopo mesi di discussioni, sostiene il vicepremier, sarà il congresso a mostrare chi intende davvero avanzare proposte. «Ora vedremo chi vuole fare cosa», ha detto a Milano, dove ha ribadito che nel partito non esistono correnti e non ne nasceranno.

Il congresso straordinario, convocato dallo stesso Salvini, non avrà però soltanto due documenti politici. Le mozioni depositate dai parlamentari sarebbero già nove: tra i temi figurano sicurezza, lavoro, immigrazione e Islam. Dal Mezzogiorno arriva inoltre la richiesta di un federalismo capace di non creare divisioni, mentre una proposta spinge sulla cosiddetta remigrazione come priorità della Lega.

Offerta del giorno21 ottobre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura

Scade tra 71 giorni
*********


Salvini minimizza, Garavaglia insiste

Il segretario ha definito la candidatura di Massimo Garavaglia non una vera contrapposizione, ma un confronto interno. Il suo sfidante, tuttavia, ha superato la soglia necessaria per correre: erano richieste 80 sottoscrizioni e ne sono arrivate 81, al termine di una raccolta segnata da esitazioni e pressioni.

L’ex ministro del governo Draghi ha accolto il risultato con soddisfazione, sottolineando di aver avuto poco tempo e strumenti limitati. Il suo messaggio politico ruota attorno a «un sano pragmatismo liberale», con meno peso alle ideologie, maggiore attenzione alle risposte economiche e una Lega più radicata nei territori.


Il Nord si compatta sulla mozione

A sostenere formalmente Garavaglia sono stati Attilio Fontana e Massimiliano Romeo, rispettivamente governatore della Lombardia e capogruppo al Senato. Non risulta invece una firma di Giancarlo Giorgetti, legato da un rapporto di lunga data al candidato e tradizionalmente orientato a non schierarsi nelle contese interne.

Governatori e dirigenti settentrionali non hanno presentato una candidatura unitaria alternativa. Fontana, Massimiliano Fedriga, Maurizio Fugatti e Luca Zaia, insieme ad altri esponenti del Nord, hanno però aderito alla mozione firmata da Riccardo Molinari, dedicata alla cosiddetta questione settentrionale e definita irrinunciabile.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Autonomia e consensi al centro

Il documento chiede di portare a compimento l’autonomia differenziata e il federalismo fiscale, oltre a rafforzare le Zone economiche speciali nelle aree produttive settentrionali. Per alcuni esponenti, la sottoscrizione sarebbe stata quasi inevitabile: difficile, secondo questa lettura, prendere le distanze da parole d’ordine storiche del partito senza esporsi con un testo autonomo.

Resta comunque possibile che le posizioni più federaliste, legate all’idea delle tre macroregioni, confluiscano nel progetto di Garavaglia. Il senatore ha spostato il fuoco del confronto dalla sola identità territoriale alla necessità di recuperare voti, sostenendo che la Lega non stia ottenendo risultati soddisfacenti sul piano dei consensi.


Il congresso decide la partita

La riunione di Milano si svolgerà nel fine settimana e chiamerà al voto circa 700 delegati. Il fronte vicino a Salvini sostiene di avere dalla propria parte 120 dei 170 delegati lombardi, pari al 70% della rappresentanza regionale.

I numeri rendono il segretario favorito, ma il voto segreto potrebbe lasciare spazio a malumori e ripensamenti. Il risultato finale dipenderà quindi non soltanto dalle adesioni pubbliche, ma anche da come i delegati tradurranno nelle urne le richieste di rinnovamento e le rivendicazioni territoriali.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere