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Politica 3 min di lettura1 ora fa

Per votare fuori regione alle elezioni 2027 serve la richiesta

La richiesta riguarda studenti, lavoratori e persone in cura lontano dalla regione di residenza per almeno nove mesi

Chi vorrà votare fuori dalla propria regione di residenza alle elezioni del 2027 dovrà presentare la domanda entro il 31 dicembre 2026. Il diritto non viene riconosciuto automaticamente.

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Chi può presentare la richiesta

La possibilità riguarda studenti e lavoratori domiciliati in una regione diversa da quella del Comune presso cui risultano iscritti nelle liste elettorali. È necessario che la permanenza prevista abbia una durata di almeno nove mesi.

La misura si applica alle elezioni della Camera e del Senato, a quelle del Parlamento europeo e ai referendum abrogativi e costituzionali. Al momento, invece, sono escluse le consultazioni comunali e regionali.

Possono accedere alla procedura anche le persone che dal 1° gennaio 2027 si trasferiranno fuori regione per studio o lavoro. Sono compresi inoltre quanti ricevono cure, terapie o assistenza sanitaria in un'altra regione per almeno tre mesi, a condizione che il periodo includa il giorno del voto. La stessa possibilità è prevista per i caregiver, compresi genitori e familiari conviventi di minori sottoposti a trattamenti fuori regione.


Modulo e documenti necessari

La domanda deve essere compilata utilizzando il modello predisposto dal ministero dell'Interno. Nel modulo vanno inseriti i dati personali, il codice fiscale, le informazioni relative al Comune di iscrizione elettorale, l'indirizzo di residenza e quello del domicilio temporaneo.

Occorre indicare anche il motivo della richiesta, il luogo in cui si studia, si lavora o si ricevono le cure, oltre alla durata prevista della permanenza. Possono essere aggiunti un indirizzo di posta elettronica, un recapito di posta elettronica certificata e un numero telefonico. La richiesta deve specificare l'anno per cui si chiede l'iscrizione nell'elenco, perché l'abilitazione vale soltanto per dodici mesi.

Il modulo va consegnato al Comune del domicilio temporaneo, allo sportello oppure attraverso l'indirizzo di posta elettronica o di posta elettronica certificata pubblicato sul sito dell'amministrazione, nella sezione dedicata ai servizi elettorali. Alla richiesta bisogna allegare un documento d'identità valido e una prova della condizione di fuorisede, come l'iscrizione a un corso di studi, un contratto di lavoro o un'attestazione della struttura sanitaria. È ammessa anche l'autocertificazione.

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Come si ottiene l'autorizzazione

Dopo la ricezione, il Comune del domicilio verifica i requisiti e chiede al Comune di residenza la conferma dell'elettorato. In caso di esito positivo, l'amministrazione deve rilasciare l'attestazione di ammissione entro il decimo giorno precedente alla consultazione.

Il documento, che può essere trasmesso anche in formato digitale, riporta il numero e l'indirizzo della sezione elettorale assegnata. Il giorno del voto sarà necessario presentarlo insieme alla tessera elettorale e a un documento d'identità.

Chi maturerà i requisiti dopo il 31 dicembre 2026 potrà inviare la domanda entro trenta giorni dal momento in cui ne entrerà in possesso. Resta comunque il limite del quarantacinquesimo giorno antecedente l'apertura dei seggi.


La platea interessata

Secondo le stime dell'Istat, le persone che studiano o lavorano fuori dalla regione di residenza e hanno diritto di voto sono circa 4,9 milioni. Prima dell'introduzione della nuova disciplina, salvo eccezioni specifiche, per votare dovevano tornare nel Comune di residenza, con la possibilità di usufruire di alcune riduzioni sui viaggi.

Una forma di voto fuori sede era stata sperimentata per gli studenti universitari alle elezioni europee del 2024. Nel 2025 la procedura è stata estesa anche ai lavoratori e alle persone che si spostano per motivi di cura. Lo Stabilicum, entrato in vigore il 9 ottobre 2026, ha reso stabile il sistema per le consultazioni previste dalla legge.

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