Pd, il nodo dell’unità: Alfieri insiste sul sostegno a Kiev
Il senatore del Partito Democratico difende l’invio di armi a scopo difensivo e considera il confronto interno una risorsa per allargare il consenso
Il sostegno a Kiev resta, per Alessandro Alfieri, un punto da mantenere fermo anche mentre il Partito Democratico cerca una sintesi tra sensibilità differenti. Il senatore dem riconosce che costruire una posizione comune richiede tempo, ma esclude che l’aiuto all’Ucraina possa essere interrotto.
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L’aiuto a Kiev resta necessario
Alfieri sostiene che l’Italia non debba fermare la fornitura di armamenti destinati alla difesa ucraina. «Non possiamo smettere di inviare armamenti difensivi», ha affermato, ribadendo la necessità di continuare a sostenere Kiev.
La sua posizione lega il tema dell’assistenza militare alla ricerca di una linea condivisa nel centrosinistra. L’obiettivo, secondo il senatore, non può essere raggiunto attraverso decisioni improvvisate o semplificazioni del confronto politico.
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Una sintesi che richiede tempo
«L’unità non s’improvvisa. Serve tempo», ha dichiarato Alfieri, indicando così nella gradualità il percorso per mettere insieme orientamenti diversi all’interno del Pd.
Per il senatore, la presenza di opinioni e sensibilità non coincidenti non rappresenta necessariamente un ostacolo. A suo giudizio, è utile poter parlare a una platea elettorale più ampia, mantenendo aperto il confronto sulle posizioni del partito.
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