Onu, chi decide davvero e come funziona l’Assemblea generale
Dai 193 membri al voto uguale per tutti, fino alle sessioni annuali di New York: ecco come si organizza l’organo plenario delle Nazioni Unite e chi può intervenire senza votare.
L’Assemblea Generale dell’Onu è il luogo in cui tutti i 193 Stati membri siedono sullo stesso piano: ciascuno dispone di un solo voto e può schierare fino a cinque delegati. Non è però un’assemblea chiusa, perché ai lavori partecipano anche osservatori senza diritto di voto.
Un voto per Stato, senza differenze
La sua natura è insieme rappresentativa e deliberativa: ogni Paese membro conta allo stesso modo, a prescindere da dimensioni, peso politico o forza economica. Accanto ai membri pieni, possono seguire i lavori anche soggetti con status di osservatore, inclusi la Santa Sede e la Palestina, oltre a realtà come il Comitato internazionale della Croce Rossa e l’Unione Europea.
Dalle origini alle sessioni annuali
La prima riunione si tenne il 10 gennaio 1946, nella Westminster Central Hall di Londra, con 51 Stati presenti. Oggi la sessione ordinaria si apre ogni anno nella terza settimana di settembre, nella sede centrale di New York, e resta in calendario fino a metà dicembre. Il regolamento prevede anche convocazioni speciali, richieste dal Segretario Generale su impulso del Consiglio di Sicurezza o della maggioranza dei membri, e sessioni speciali d’emergenza, previste solo in casi eccezionali.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Chi guida i lavori ogni anno
A presiedere ciascuna sessione c’è un Presidente dell’Assemblea, incarico che dura un anno e segue una rotazione tra i cinque gruppi regionali dell’Onu: Africano, Asia-Pacifico, Europa orientale, America Latina e Caraibi, Europa occidentale e altri Paesi. Per l’81esima sessione il ruolo è affidato a Khalilur Rahman, diplomatico ed economista del Bangladesh.
Continua a leggere
Legge elettorale, ultimo round alla Camera: la fiducia divide la maggioranza
Dopo il via libera del Senato del 15 settembre, il testo modificato torna a Montecitorio tra tensioni e la richiesta delle opposizioni di votare a scrutinio segreto.
Calenda avverte: cedere a Putin può riaprire la strada alla guerra
Il leader di Azione richiama il precedente della Conferenza di Monaco e mette in guardia dalle conseguenze di eventuali concessioni territoriali alla Russia
Di Battista, il tumore e la nuova battaglia: «Ora devo curarmi
L’ex parlamentare racconta il malore avuto a Cuba, l’operazione e le terapie in arrivo, senza escludere un futuro impegno politico.
Notre-Dame, la rinascita che il Papa indica alle istituzioni
Durante l’udienza generale, Leone ha letto nella ricostruzione della cattedrale parigina un esempio concreto di cooperazione fondata sulla dignità umana.