Onorificenze a pagamento, Grimaldi incalza Emanuele Filiberto
Il deputato di Avs porta il caso in Parlamento e solleva dubbi su ordini cavallereschi, genealogie digitali e società collegate
Gli appuntamenti dell’AICODS in programma il 26 e 27 settembre al Lingotto di Torino riaccendono il confronto sulle attività di Emanuele Filiberto. Marco Grimaldi, vicecapogruppo di Avs alla Camera, sostiene che durante l’evento vengano attribuiti riconoscimenti cavallereschi dietro compenso e ha scelto di rivolgersi al governo.
La richiesta arriva al governo
Secondo Grimaldi, l’iniziativa cade nell’anno dell’ottantesimo anniversario della Repubblica e rende ancora più rilevante il tema dell’uso di simboli e titoli monarchici. Il parlamentare ha presentato un’interrogazione al Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti per chiedere verifiche sulle operazioni contestate e sulle relative responsabilità.
Nella sua presa di posizione, il rappresentante di Avs critica duramente l’atteggiamento di chi, a suo giudizio, protegge pratiche elusive e soggetti che vendono prestigio personale. La domanda rivolta all’esecutivo è di ottenere “chiarezza” sull’intera vicenda, dai conferimenti degli ordini ai flussi finanziari.
La società digitale sotto accusa
Una parte della denuncia riguarda Royal Protocol Srl Impresa Sociale, piattaforma che, secondo Grimaldi, sarebbe stata presentata in Senato da Fratelli d’Italia e deriverebbe da un progetto con base a Tallinn. Il sistema avrebbe lo scopo di attestare parentele e ascendenze attraverso un archivio privato, privo però di riconoscimento giuridico.
La partecipazione societaria attribuita a Emanuele Filiberto sarebbe del 75%; il restante 25% farebbe capo a The Royal Protocol Società Semplice. Grimaldi sottolinea che quest’ultima, non risultando iscritta al Registro delle imprese, non renderebbe pubblici i soci e non sarebbe sottoposta ai normali obblighi contabili. Il deputato descrive inoltre il progetto come un’attività internazionale capace di raccogliere denaro e criptovalute facendo leva sull’interesse per i titoli nobiliari.
Gli ordini e i conti contestati
Nel dossier citato da Grimaldi compare anche Enea Benedetto, indicato come ideatore della piattaforma estone e autore di un investimento personale pari a 100mila euro. Il medico avrebbe scoperto, attraverso le inchieste di Thomas Mackinson pubblicate dal Fatto Quotidiano, di essere stato escluso dalla società italiana collegata al progetto; a ciò si aggiungerebbe una fattura da 1000 euro che, secondo la ricostruzione, Emanuele Filiberto non avrebbe saldato.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
A Torino risultano inoltre due iniziative giudiziarie richiamate dal parlamentare. La prima è l’esposto del medico legale Enrico Manfredi Luserna d’Angrogna, relativo alla presunta cessione di un bene pubblico indisponibile, l’Ordine Mauriziano, con trasferimenti diretti verso l’associazione svizzera AICODS. La seconda è la denuncia presentata da Benedetto per truffa e appropriazione indebita nei confronti di Emanuele Filiberto, Santini e Di Tornaforte.
Grimaldi contesta infine il conferimento, da parte di Casa Savoia ed Emanuele Filiberto, di onorificenze monarchiche prive di efficacia legale e ottenibili pagando. Richiama la legge del 1951, che vieterebbe di esibire o accettare simili riconoscimenti senza autorizzazione statale e, per l’Ordine Mauriziano, stabilirebbe la fine delle concessioni.
Un giro d’affari da verificare
Il parlamentare cita quanto pubblicato dal Fatto Quotidiano a marzo, secondo cui tra gli acquirenti di questi titoli figurerebbero Ignazio La Russa, Bruno Vespa, Gianni Letta, Vittorio Sgarbi e il Cardinale Parolin. Le notizie, aggiunge, non sarebbero state smentite.
La stima economica indicata da Grimaldi parla di circa 800mila euro all’anno. A suo avviso, però, mancherebbero bilanci e rendiconti pubblici che consentano di ricostruire con precisione entrate e destinazione delle somme.
Continua a leggere
Legge elettorale, ultimo round alla Camera: la fiducia divide la maggioranza
Dopo il via libera del Senato del 15 settembre, il testo modificato torna a Montecitorio tra tensioni e la richiesta delle opposizioni di votare a scrutinio segreto.
Calenda avverte: cedere a Putin può riaprire la strada alla guerra
Il leader di Azione richiama il precedente della Conferenza di Monaco e mette in guardia dalle conseguenze di eventuali concessioni territoriali alla Russia
Di Battista, il tumore e la nuova battaglia: «Ora devo curarmi
L’ex parlamentare racconta il malore avuto a Cuba, l’operazione e le terapie in arrivo, senza escludere un futuro impegno politico.
Notre-Dame, la rinascita che il Papa indica alle istituzioni
Durante l’udienza generale, Leone ha letto nella ricostruzione della cattedrale parigina un esempio concreto di cooperazione fondata sulla dignità umana.