Millennial e boomer, il paradosso della longevità in Italia
L’indagine di Elma Research racconta una generazione molto consapevole ma poco costante, mentre i più anziani restano attivi e più soddisfatti di quanto ci si aspetterebbe.
La fascia 30-45 anni conosce bene il valore della prevenzione, ma fatica a tradurlo in comportamenti stabili. Proprio lì si concentra il nodo più interessante emerso dall’indagine: più consapevolezza non significa automaticamente più continuità, soprattutto quando entrano in gioco lavoro, spese e pressione quotidiana.
La prevenzione arriva tardi, non per tutti
Per i millennial il tema della salute si intreccia sempre più con il benessere mentale e con l’idea di costruire un futuro in anticipo. Eppure, quando si passa dalle intenzioni ai fatti, le difficoltà aumentano: le abitudini sane vengono mantenute con meno regolarità rispetto ai boomer.
Il quadro cambia anche osservando il rapporto con le fonti informative. Il medico resta il primo punto di riferimento, ma perde peso rispetto alla generazione più anziana; intanto crescono web e social, e si rafforza pure il ricorso allo psicologo, segnale di un’attenzione diversa ai temi legati alla salute.
I boomer restano una risorsa attiva
L’altro lato del confronto è meno prevedibile. I boomer, pur convivendo più spesso con patologie croniche, risultano più soddisfatti su autonomia, serenità e possibilità di fare ciò che desiderano; per loro il benessere coincide soprattutto con la conservazione dell’indipendenza.
Fondazione Onda legge in questo risultato una doppia priorità: da una parte sostenere chi continua a occuparsi di casa e familiari, dall’altra investire sui più giovani, che sono consapevoli ma più esposti a stress e ostacoli pratici. Secondo il quadro presentato, i boomer non vanno considerati soltanto come destinatari di assistenza, ma anche come una presenza ancora utile per famiglie e comunità.
Costi, tempo e stress pesano sui più giovani
Nel campione esaminato, il 65% dei 30-45enni lavora a tempo pieno. Le principali difficoltà indicate sono i costi, la scarsità di tempo e il peso mentale della vita quotidiana, tre elementi che rendono più complicato mantenere ritmi costanti di cura personale.
La ricerca segnala anche un cambiamento nel modo in cui ci si informa e ci si orienta. Se il medico resta centrale, aumentano nettamente i canali digitali e cresce il ruolo dello psicologo, al quale nel 2024 si è rivolto un italiano su 3, con un aumento del 62% dei consulti tra il 2018 e il 2024.
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Cosa chiedono gli esperti
Francesca Merzagora, presidente di Fondazione Onda, ha insistito sulla necessità di passare dai messaggi all’azione, con interventi pubblici e misure aziendali più accessibili, flessibili e meno colpevolizzanti. Ha anche sottolineato che per raggiungere i millennial serve un linguaggio diverso, capace di usare i loro canali senza rinunciare al rigore scientifico.
Massimo Massagrande, Ceo di Elma Research, ha letto il confronto come lo specchio di due idee differenti di salute e futuro. Ha osservato che i boomer restano progettuali, mentre i millennial mostrano una consapevolezza più precoce ma faticano a trasformarla in pratica perché il presente assorbe gran parte delle loro energie.
La salute mentale entra nel quadro
Claudio Mencacci, co-presidente della Società Italiana di NeuroPsicoFarmacologia e presidente del Comitato scientifico di Fondazione Onda Ets, ha richiamato il legame tra prevenzione e malattie croniche. Ha spiegato che la prevenzione non può partire quando il problema è già esploso e che il prezzo dell’attesa si vede nel tempo, anche sul piano psicologico.
Nel suo intervento ha citato una metanalisi pubblicata su 'Jama Network Open' nel 2025, condotta su oltre 347mila persone, che nel dolore cronico ha rilevato depressione nel 39,3% dei casi e ansia nel 40,2%. Le percentuali superano il 50% nella fibromialgia, con un impatto spesso più marcato sulle donne, motivo per cui salute fisica e salute mentale, nelle patologie croniche, dovrebbero essere considerate insieme fin dalla prevenzione.
ℹ️ Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non sostituiscono il parere del medico. Per qualsiasi dubbio sulla tua salute rivolgiti al tuo medico di fiducia.
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