Milano, chi muove le folle? La fisica spiega il caos senza leader
Gabriella Greison invita a leggere le devastazioni come l’esito di dinamiche collettive nate online e chiede più alternative concrete per i giovani.
Per prevenire nuove esplosioni di violenza non basta cercare un unico responsabile: secondo Gabriella Greison occorre capire come si forma l’adesione, soprattutto negli ambienti digitali. La fisica e divulgatrice propone di osservare i fatti di Milano attraverso la teoria dei sistemi complessi, dove piccoli impulsi possono produrre conseguenze molto più grandi e imprevedibili.
La sua richiesta è duplice: intercettare prima possibile i ragazzi esposti a messaggi manipolatori e offrire loro opportunità reali, accessibili e credibili. «Io li difendo», afferma Greison, sostenendo che la sicurezza debba includere anche il lavoro sulle condizioni che rendono possibile una nuova aggregazione violenta.
Rowenta
-20% sulle aspirapolveri da Rowenta
La violenza può nascere senza un capo
Nel quadro dei sistemi complessi, spiega l’esperta, un comportamento collettivo può comparire dalle interazioni tra singole persone senza che esista necessariamente una cabina di regia. Il danno diventa visibile soltanto alla fine di un percorso costruito da reazioni, imitazioni e rilanci successivi.
In questa prospettiva, le devastazioni milanesi rappresenterebbero l’esito di una dinamica più ampia. Una conversazione in rete può fissare un appuntamento, mentre il gruppo e i suoi segnali possono trasformarlo in un evento percepito come irrinunciabile. L’eventuale presenza di organizzatori, precisa Greison, dovrà essere verificata, ma nel frattempo bisogna studiare il modo in cui un messaggio conquista credibilità e un gesto individuale diventa un esempio per altri.
La rete è il nuovo punto d’incontro
I giovani coinvolti si muovono, secondo la fisica, dentro una rete di relazioni in cui amici, conversazioni private, filmati e figure da imitare possono orientare le scelte. Non serve un leader riconosciuto: il riferimento può cambiare rapidamente e arrivare da più direzioni.
Greison critica l’immagine di una società ancora riunita davanti agli stessi programmi televisivi e alle medesime voci. Per molti ragazzi, invece, lo schermo concentra informazione, svago, desiderio di riconoscimento e bisogno di appartenenza. È quindi in quegli spazi che, a suo giudizio, bisogna imparare a intervenire costruendo fiducia e rendendo visibili alternative al richiamo violento.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Dalle etichette alle domande
La divulgatrice contesta anche la tendenza degli adulti a fermarsi alle definizioni, come quella di «maranza», senza analizzare i meccanismi che portano un gruppo ad aggregarsi. Ridurre tutto alla musica ascoltata o a un’etichetta significa, secondo lei, rinunciare a comprendere i linguaggi e i contesti frequentati dai ragazzi.
L’obiettivo dovrebbe essere aiutarli a distinguere chi cerca attenzione da chi intende sfruttarli, mettendo in rete persone riconoscibili e autorevoli. In questo senso, Greison richiama l’espressione usata da Sergio Mattarella, quella dei «soggetti inediti»: realtà collettive che non si spiegano osservando soltanto i singoli partecipanti.
Più luoghi per scegliere davvero
La prevenzione, conclude Greison, passa dalla costruzione di spazi in cui i giovani possano sentirsi accolti: scuole aperte e ben tenute, biblioteche, attività sportive economicamente accessibili, sale per la musica, educatori e luoghi gratuiti di aggregazione.
Se si pretende che i ragazzi scelgano percorsi diversi, sostiene la fisica, bisogna prima rendere disponibili alternative concrete sia online sia nella vita quotidiana. Altrimenti si rischia di proteggere soltanto l’immagine esterna della città, lasciando irrisolte le condizioni che possono alimentare la prossima esplosione collettiva.
Continua a leggere
Milano, 500 parà per mesi: ecco cosa potranno fare
I militari della Folgore saranno dislocati tra piazze, stazioni e aree sensibili con mezzi blindati e droni a supporto dell’ordine pubblico.
Conte, doppio affondo: Milano e 1.000 miliardi per l’Ucraina
Il leader del Movimento 5 Stelle critica il governo sulla sicurezza e avverte l’Europa sui costi della futura ricostruzione di Kiev.
Sicurezza e Milano, la mossa di Meloni dopo i sondaggi riservati
Le rilevazioni interne al governo premiano la linea dura, mentre gli apparati cercano tracce di un possibile intervento straniero.
Milano, la piazza della convivenza sfida pioggia e tensioni
Sindacati, associazioni e centrosinistra si ritrovano davanti a Palazzo Marino dopo i saccheggi del fine settimana.