Conte, doppio affondo: Milano e 1.000 miliardi per l’Ucraina
Il leader del Movimento 5 Stelle critica il governo sulla sicurezza e avverte l’Europa sui costi della futura ricostruzione di Kiev.
A suo giudizio, quanto accaduto a Milano non rappresenta lo standard di una città civile. Giuseppe Conte ha usato l’episodio per attaccare l’azione dell’esecutivo sul fronte della sicurezza, collegando il tema anche alle responsabilità politiche di chi governa.
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Il confronto politico resta duro
Conte ha sostenuto che, se il Movimento 5 Stelle fosse stato al governo, Giorgia Meloni avrebbe chiesto con forza le dimissioni del ministro dell’Interno e del Presidente del Consiglio qualora si fosse trovata all’opposizione. Il ragionamento serve a evidenziare, secondo il leader pentastellato, la differenza tra le reazioni dell’attuale maggioranza quando era fuori dal governo e quelle che esprime oggi.
Sul caso milanese, la sua valutazione è stata netta: «Quello che è successo a Milano non è stato degno di una città civile». La frase è arrivata nel corso dell’intervento dedicato alle politiche dell’esecutivo e alla percezione di insicurezza nei quartieri.
La ricostruzione può superare i mille miliardi
Il futuro dell’Ucraina rappresenta un altro punto centrale delle parole di Conte. La stima indicata dall’ex presidente del Consiglio porta il possibile costo della ricostruzione oltre quota 1.000 miliardi, mentre le precedenti valutazioni si fermavano a 500 miliardi.
«Ricordiamoci che dovremmo ricostruirlo noi quel Paese e ormai già le stime stanno superando abbondantemente le prime valutazioni di 500 miliardi. Credo che arriveremo a oltre 1000 miliardi», ha affermato Conte. Nel suo ragionamento, il peso dell’intervento ricadrebbe soprattutto sull’Europa e anche sull’Italia una volta conclusa la guerra.
Kiev paga anni di conflitto
La previsione economica è stata inserita in un quadro segnato dalle conseguenze della guerra. Conte ha richiamato le distruzioni, le vittime civili e il deterioramento dell’economia ucraina, ricordando che la popolazione vive in sofferenza dal febbraio 2022.
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L’auspicio espresso dall’ex premier è che i combattimenti terminino rapidamente e che possano essere tutelate le ragioni della popolazione ucraina. Il conflitto, ha osservato, ha lasciato il Paese in condizioni sempre più difficili dopo oltre quattro anni di scontri.
Sicurezza, la critica ai decreti
Conte ha contestato i risultati dell’esecutivo: in quattro anni sono stati approvati otto decreti sicurezza, ma la sensazione di pericolo tra i cittadini non sarebbe diminuita. A suo parere, la criminalità continua a minacciare l’incolumità personale e nei quartieri si sono formate da tempo bande composte da adolescenti.
Il problema, secondo il dirigente del Movimento 5 Stelle, non si risolve soltanto aumentando le pene. «Hanno inasprito le pene, ma non è quello il modo. Non è quella la direzione, altrimenti la situazione si sarebbe risolta con il primo decreto sicurezza», ha detto, accusando il governo di avere privilegiato misure simboliche e propagandistiche invece di investire risorse effettive.
Le distanze nel centrosinistra
Sul piano della politica estera, Conte ha riconosciuto l’esistenza di posizioni non coincidenti con il Partito Democratico. Le differenze di sensibilità, ha spiegato, non vengono nascoste, ma non dovrebbero impedire la ricerca di una posizione comune.
L’intervento è andato in onda mercoledì 21 ottobre durante «È sempre Cartabianca». In quell’occasione Conte ha ribadito la necessità di arrivare a una linea unitaria di politica estera, dichiarando che il Movimento 5 Stelle lavorerà per costruire una sintesi con gli alleati.
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