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Politica 2 min di lettura1 ora fa

Mattarella tra Gaza e 7 ottobre: «La spirale va fermata

A tre anni dall’attacco di Hamas, il Presidente della Repubblica condanna terrorismo e antisemitismo senza tacere sulla crisi umanitaria palestinese; Meloni richiama alla pace tra due Stati.

La ricorrenza del 7 ottobre riporta al centro due tragedie inseparabili: il massacro compiuto da Hamas contro civili israeliani e la devastazione che da allora ha colpito la popolazione palestinese. Sergio Mattarella e Giorgia Meloni ricordano le vittime, manifestano solidarietà a Israele e alle famiglie degli ostaggi, ma chiedono anche di interrompere la spirale di violenza nella regione.


Gaza resta il nodo più drammatico

Nel suo messaggio, Mattarella descrive le conseguenze delle operazioni militari israeliane nella Striscia come una «devastazione umana e materiale di intollerabile gravità». Il Capo dello Stato richiama così le sofferenze patite da un numero enorme di palestinesi, aggravatesi dopo l’attacco del 7 ottobre 2023.

Il Presidente della Repubblica giudica inoltre inaccettabile l’avanzamento del processo di erosione dei territori assegnati all’Autorità Nazionale Palestinese. Per Mattarella, la nuova fase di instabilità aperta dall’azione di Hamas ha prodotto dolore e violenze che hanno coinvolto entrambe le popolazioni.

Anche Meloni, in una nota diffusa per l’anniversario, sottolinea che la tutela dei civili impone di non ignorare le condizioni degli abitanti di Gaza e l’aumento degli atti violenti contro i palestinesi in Cisgiordania. La premier ribadisce che «la spirale di violenza deve essere interrotta».


Il ricordo delle vittime israeliane

Mattarella definisce ignobile l’offensiva lanciata da Hamas il 7 ottobre 2023. Quel giorno, ricorda, furono colpiti civili israeliani e giovani riuniti per una festa, mentre altre persone vennero uccise o rapite nelle proprie abitazioni; tra le vittime vi furono anche bambini, anziani e cittadini di altre nazionalità.

Nel suo intervento, il Capo dello Stato ribadisce che il terrorismo non può trovare alcuna giustificazione né essere rimosso dalla memoria collettiva. Condanna inoltre antisemitismo, odio etnico e odio religioso, indicandoli come minacce da respingere con fermezza in Medio Oriente e nel resto del mondo.

Meloni ricorda a sua volta gli uomini, le donne e i bambini uccisi, oltre ai giovani aggrediti durante un evento musicale e alle persone trascinate via dalle loro famiglie. Secondo la presidente del Consiglio, il trascorrere di tre anni non riduce la gravità dei crimini e impone di rinnovare la vicinanza ai parenti delle vittime, agli ex ostaggi e all’intera società israeliana.


Due Stati come unica prospettiva

Per entrambi i vertici italiani, la fine del conflitto passa dalla ricostruzione di condizioni che consentano a israeliani e palestinesi di vivere fianco a fianco. Mattarella indica nella soluzione «Due Popoli, Due Stati» l’orizzonte per una convivenza pacifica e invita la comunità internazionale a rafforzare l’impegno per una sicurezza stabile nella regione.

Meloni conferma che l’Italia continuerà a lavorare per un accordo capace di garantire sicurezza agli israeliani e libertà, dignità e un futuro ai palestinesi. La prospettiva resta quella di due Stati entro confini riconosciuti, con l’obiettivo di impedire al terrorismo di trovare spazio e di evitare che i bambini crescano nell’odio e nella paura.

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