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Politica 2 min di lettura15 ott

Mastella e il tumore: tra fede, cure e il pensiero della fine

Il sindaco di Benevento parla della malattia, del passato politico e della solitudine davanti alla morte, alternando riflessioni intime e ironia

Clemente Mastella ha sempre scherzato anche sul destino ultraterreno dei politici: secondo una sua vecchia riflessione, chi ha governato deve prima fare i conti con gli errori commessi. Per questo, pensando a se stesso, aveva ammesso: «Forse andrò in Purgatorio per un po'».

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L’ironia sulla politica e il passato

Nel ragionamento di Mastella, l’accesso immediato al Paradiso non sarebbe scontato per chi ha svolto attività politica. Non per una questione strettamente morale, spiegava, ma per la necessità di farsi perdonare decisioni e comportamenti legati al ruolo pubblico.

L’eccezione, a suo giudizio, resta Alcide De Gasperi, considerato una figura senza paragoni. Il riferimento al politico trentino si inserisce in un bilancio personale che Mastella affronta con orgoglio: dalla realtà di un paese di 600 abitanti è arrivato a ricoprire incarichi di governo e a incidere anche sulla loro caduta, come lui stesso ricorda con una battuta.


La cura tra fede e medicina

Oggi il punto centrale della sua vita è però la malattia. Il sindaco di Benevento ha spiegato di avere già cominciato le terapie e di affrontare questo periodo tenendo insieme la dimensione religiosa e quella sanitaria: «Ho iniziato il percorso di cura, mi muovo sul binomio fede e medicina».

Mastella, 79 anni, aveva reso pubblico il tumore a luglio, durante un appuntamento aperto al pubblico. In quell’occasione, ha riconosciuto di essersi lasciato andare sul piano emotivo, senza tuttavia considerare sbagliata la scelta di mostrare la propria fragilità.

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Parlare delle proprie debolezze

Per l’ex parlamentare, raccontare difficoltà e paure può avere un valore anche collettivo. La condivisione dei momenti più delicati, ha osservato, riguarda tutti e non soltanto chi vive la fede; nel suo ragionamento ha richiamato anche Papa Leone.

Il tema è stato affrontato durante un collegamento in diretta con «È sempre Cartabianca», occasione nella quale il sindaco ha parlato apertamente delle condizioni che sta attraversando. Il racconto pubblico della malattia si è così intrecciato con considerazioni molto personali.


La solitudine davanti alla morte

La riflessione si è poi spostata sul rapporto con la fine della vita. Mastella ha descritto la morte come un passaggio segnato dalla solitudine e dall’esame della propria coscienza, un’esperienza che, a suo avviso, coinvolge tanto i credenti quanto le persone laiche.

Di fronte a quel momento, ha detto di sperare di poter conservare serenità. E, tornando al registro ironico che spesso accompagna i suoi ricordi, ha citato Giulio Andreotti per esprimere il desiderio di arrivare il più tardi possibile a quell’appuntamento.

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