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Politica 1 min di lettura1 ora fa

Roma, l’Anpi contestata durante la cerimonia: tensione in piazza

La delegazione dell’associazione partigiana è stata allontanata dal momento commemorativo dopo le proteste di alcuni esponenti della comunità ebraica romana.

La cerimonia per ricordare il rastrellamento degli ebrei nel quartiere ebraico di Roma è stata segnata da una dura contestazione. La delegazione dell’Anpi è stata allontanata dalla piazza dopo urla e insulti rivolti da alcuni membri della comunità ebraica romana.

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La protesta blocca la partecipazione dell’Anpi

Durante l’iniziativa, ai rappresentanti dell’associazione partigiana sono stati rivolti inviti ad andarsene e accuse di vergogna. Tra le frasi gridate alla delegazione anche: «Ve ne dovete andare» e «Fuori, fuori».

La presidente dell’Anpi di Roma, Marina Pierlorenzi, ha raccontato di essere stata aggredita verbalmente e ha riferito che ai membri dell’associazione sarebbe stato contestato il sostegno alla causa palestinese. «Siamo stati attaccati», ha dichiarato, spiegando che secondo i contestatori l’Anpi non avrebbe dovuto prendere parte alla commemorazione.

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Il dissenso era già emerso

La presenza dell’Anpi non era arrivata senza polemiche. Nei giorni precedenti, Victor Fadlun, presidente della Comunità ebraica romana, aveva chiesto all’associazione di non partecipare alla cerimonia.

Il confronto è poi sfociato nell’esclusione della delegazione dal momento commemorativo. La tensione si è così concentrata proprio sull’opportunità della partecipazione dell’Anpi all’anniversario del rastrellamento, trasformando la cerimonia in un confronto acceso.

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