Marco Follini: l’Europa rischia dopo il declino del trumpismo
L’analisi di Marco Follini mette in guardia dal nazionalismo europeo e dal possibile ulteriore raffreddamento dei rapporti transatlantici
Marco Follini considera quasi inevitabile l’arretramento del trumpismo dopo le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. A suo giudizio, però, le difficoltà di Donald Trump non bastano a mettere al sicuro l’Europa, che nei prossimi mesi dovrà decidere quale ruolo assumere.
Samsung NL
-10% su TV e audio da Samsung
Il bivio per l’Europa
Secondo Follini, la crisi del trumpismo può offrire un motivo di sollievo, ma non autorizza a dimenticare i danni prodotti dalla seconda presidenza Trump nella società americana e nei rapporti internazionali. Il rischio è che le tensioni accumulate negli Stati Uniti continuino a influenzare anche il dibattito politico europeo.
L’ex segretario della Democrazia cristiana osserva che il continente potrebbe andare verso un rafforzamento delle forze nazionaliste. In Spagna la destra, compreso Vox, potrebbe ottenere un risultato rilevante; in Francia Marine Le Pen appare in crescita e in Germania l’AfD continua a rappresentare un problema per i partiti tradizionali.
I rapporti tra le due sponde
Follini ritiene improbabile un ritorno pieno all’atlantismo conosciuto in passato, anche nell’ipotesi di un’America pronta a lasciarsi alle spalle la stagione trumpiana. A separare le due sponde dell’oceano non ci sarebbero soltanto differenze tra destra e sinistra, ma anche concezioni opposte del rapporto con l’Unione europea.
Da una parte, Washington potrebbe cercare di recuperare una posizione più moderata; dall’altra, alcuni governi europei sembrano orientati verso un maggiore distacco dai vincoli comuni. Il risultato, scrive Follini, rischia di essere una crescente difficoltà nel coordinare le politiche dei Paesi alleati.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Il peso della politica americana
La reazione di Trump al risultato elettorale potrebbe inoltre accentuare il suo atteggiamento critico verso l’Europa. A spingerlo in questa direzione, secondo l’analisi, sarebbero sia convinzioni personali sia le pressioni degli ambienti isolazionisti favorevoli a ridurre i legami tra Stati Uniti ed Europa.
Sul piano interno americano, il vicepresidente J.D. Vance potrebbe pagare un prezzo politico elevato come possibile erede del trumpismo. Follini ritiene che i risultati elettorali non offrano prospettive incoraggianti per le prossime presidenziali e che lo stesso Trump possa preferire un successore di un altro orientamento, piuttosto che una figura capace di oscurarne l’eredità.
La posizione dell’Italia
L’analista invita le diverse aree della politica italiana a valutare la situazione in base all’interesse generale. Il riferimento è alle forze populiste presenti ai margini dei rispettivi schieramenti, considerate capaci di spingere il Paese verso un ulteriore allontanamento dalla cooperazione europea.
Per Follini, le elezioni favorevoli all’europeismo in Ungheria e Serbia non sono sufficienti a compensare le tendenze opposte. «L’Europa si giocherà il suo destino di potenziale superpotenza», afferma, indicando nei prossimi mesi il periodo entro cui il continente dovrà cercare una direzione comune.
La domanda di oggi
È opportuno indagare sulle minacce rivolte a esponenti politici?
Curiosità
Vedi tutte →Continua a leggere
La Juventus punta sull'Europa League dopo il mancato accesso
Dopo il successo sull’AZ Alkmaar, Spalletti deve costruire una squadra capace di reagire alle difficoltà europee
Meloni alla Lega: evitare errori sul successore di Altieri
Dopo il passo indietro di Nuccio Altieri, Veca, Grasso e Urraro sono tra i nomi valutati per l’incarico
Trump promette il veto e difende la linea Maga
Il presidente annuncia che nei prossimi due anni manterrà gli impegni presi e fermerà l’agenda dei democratici
Veltroni: sicurezza e tassa sui super ricchi per la sinistra
L’ex segretario del Pd chiede al campo largo un programma alternativo al governo Meloni, costruito su dieci proposte