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Politica 1 min di lettura1 ora fa

Liguria, cronaca oscurata? La protesta contro il silenzio sui reati

A Genova giornalisti e organismi professionali contestano le direttive che limiterebbero i resoconti delle forze dell’ordine.

A Genova la protesta dei giornalisti ha riportato al centro il rapporto tra sicurezza, trasparenza e diritto dei cittadini a conoscere i fatti di cronaca. Davanti alla Prefettura è stato esposto lo striscione “Stop alla censura”, mentre ai partecipanti sono stati distribuiti volantini dedicati alla tutela dell’articolo 21 della Costituzione.

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L’accusa: notizie ridotte per evitare allarme

Secondo la Federazione nazionale della stampa italiana, da alcuni mesi in Liguria i comunicati quotidiani delle forze dell’ordine avrebbero escluso episodi come furti, rapine, truffe ai danni di anziani, violenze sessuali e accoltellamenti. La scelta, sempre secondo la ricostruzione contestata dai giornalisti, sarebbe collegata a un’indicazione proveniente da Roma: evitare informazioni considerate capaci di alimentare l’allarme sociale.

Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi, ha definito la situazione “una vergogna nazionale che ci riporta indietro ai momenti più bui del Paese”. Intervenendo al presidio, ha sostenuto che la stampa non possa essere sottoposta a forme di censura preventiva, soprattutto quando sono in gioco fatti di interesse pubblico.

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La mobilitazione difende l’articolo 21

L’iniziativa è stata promossa dall’Ordine dei giornalisti della Liguria, dall’Associazione ligure giornalisti e dal Gruppo cronisti liguri. La manifestazione si è svolta davanti al palazzo del governo, con l’obiettivo di contestare ogni limitazione preventiva alla diffusione delle notizie e di richiamare le istituzioni al principio costituzionale della libertà di informazione.

Carlo Bartoli, presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti, ha inviato un messaggio di sostegno alla mobilitazione. A suo giudizio, omettere dai resoconti i reati ritenuti in grado di provocare allarme sociale danneggerebbe sia il diritto dei cittadini a essere informati sull’attività delle forze dell’ordine, sia la trasparenza dell’operato della magistratura.

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