Leone XIV al Gemelli: il medico che lo segue anche in viaggio
Luigi Carbone coordina l’équipe sanitaria del Pontefice e sarà al suo fianco durante il ricovero previsto al decimo piano del Policlinico romano.
Per la degenza di Leone XIV è già pronta l’area riservata ai Pontefici al decimo piano del Policlinico Gemelli. Si tratta di un ambiente organizzato come un piccolo appartamento, completo anche di una cappella, dove il Papa dovrebbe restare per circa una settimana insieme ai sanitari che lo assistono abitualmente.
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Il decimo piano è pronto ad accoglierlo
Accanto al Pontefice ci sarà Luigi Carbone, medico del Gemelli e responsabile della Direzione di Sanità e Igiene del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. Insieme agli infermieri papali collaborerà con gli specialisti dell’ospedale durante il periodo di ricovero di Prevost.
L’area dedicata ai Papi viene utilizzata dai tempi di Giovanni Paolo II. La struttura sanitaria vaticana permette di effettuare visite ed esami diagnostici, mentre in passato nell’appartamento pontificio sono stati eseguiti anche interventi chirurgici: l’ultimo noto risale a Paolo VI, quasi sessant’anni fa. Al Gemelli, invece, la speciale sistemazione del decimo piano è diventata il punto di riferimento per i Pontefici che necessitano di cure ospedaliere.
Carbone, il medico sempre al seguito
Carbone era già noto al pubblico per le comunicazioni diffuse durante l’ultimo ricovero di Papa Francesco, nella primavera del 2025. In quell’occasione compariva al Gemelli insieme a Massimiliano Strappetti, infermiere di fiducia di Bergoglio, fornendo aggiornamenti sulle condizioni del Pontefice.
Nel giugno dello scorso anno Leone XIV lo ha scelto per guidare la Direzione di Sanità e Igiene, incarico che Carbone aveva affiancato per anni come vicedirettore. Pur senza una nomina formale a medico personale, è lui a dirigere il gruppo di medici e infermieri incaricato di seguire il Papa.
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Il suo ruolo non riguarda soltanto la permanenza in Vaticano. Alla fine di settembre Carbone ha accompagnato Leone XIV nel viaggio apostolico in Francia, insieme a due infermieri, portando a bordo dell’aereo anche la valigetta con gli strumenti necessari per controlli e interventi d’emergenza. La sua esperienza nella medicina d’urgenza e nel pronto soccorso lo rende il riferimento sanitario immediato del Pontefice.
L’antico ruolo dell’archiatra
In passato il medico di fiducia del Papa veniva chiamato “archiatra”. Era una figura inserita in un sistema nel quale le informazioni sulle condizioni di salute del Pontefice rimanevano riservate e venivano comunicate con grande cautela.
Oggi la gestione è molto più trasparente rispetto a quella stagione. Lo dimostra anche il modo in cui sono state rese pubbliche le informazioni sull’intervento annunciato da un Papa durante l’Angelus, con indicazioni precise sul problema medico e sulle cure previste.
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