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Politica 2 min di lettura12 ott

Lega verso il Congresso: Salvini lascia, Di Rubba guida la transizione

Il Consiglio federale ha fissato il Congresso straordinario al 24 e 25 ottobre, affidando nel frattempo la gestione del partito al tesoriere Alberto Di Rubba.

Matteo Salvini guarda al prossimo appuntamento interno con fiducia e si aspetta un confronto ricco di contributi. «Mi aspetto un bel congresso», ha detto dopo aver ricordato che anche Pontida, nonostante le previsioni negative, si era trasformata in una giornata positiva. L’obiettivo indicato dal segretario è coinvolgere chiunque abbia proposte da avanzare.

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Salvini respinge l’idea delle divisioni

Nel suo intervento, Salvini ha escluso l’esistenza di correnti dissidenti nella Lega. Ha inoltre ridimensionato la contrapposizione tra presunti “nordisti” e altre componenti del partito, definendola una distinzione astratta e ricordando di aver aderito alla Lega Lombarda nel 1990.

Il leader del Carroccio ha invitato gli iscritti a partecipare al Congresso, anche arrivando da lontano. Secondo Salvini, l’appuntamento dovrà servire a raccogliere documenti, idee e indicazioni utili alla linea futura, in un momento segnato da guerre e cambiamenti internazionali.


Il partito cambia guida fino a ottobre

La Lega ha fissato il Congresso straordinario per il 24 e 25 ottobre. In vista di quella scadenza, Salvini, Claudio Durigon, Silvia Sardone e Alberto Stefani hanno lasciato i rispettivi incarichi nel corso della riunione del Consiglio federale.

Il partito ha descritto le dimissioni come un passaggio già programmato e indispensabile per preparare il congresso. La gestione ordinaria è stata affidata ad Alberto Di Rubba: il tesoriere assumerà il ruolo di vicesegretario vicario fino allo svolgimento dell’assemblea.

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Nuova segreteria e identità da aggiornare

Durante il punto stampa in via Bellerio, Salvini ha spiegato di voler costruire una segreteria politica capace di distribuire responsabilità e compiti. Ha anche anticipato una possibile revisione del simbolo, motivandola con l’evoluzione del contesto politico e sociale.

Il segretario ha però ribadito il legame con la storia del movimento, sostenendo la necessità di valorizzarne le radici senza rinunciare a guardare al presente e agli scenari futuri. Ha definito positivo il Consiglio federale e ha presentato il congresso come un’occasione di discussione aperta.


Due giorni per decidere la rotta

Salvini ha ricordato la presenza della Lega sul territorio, con oltre 1000 sezioni, 500 sindaci e decine di migliaia tra iscritti, militanti, volontari e simpatizzanti. Il Congresso, nelle sue intenzioni, dovrà quindi rappresentare un momento di confronto nazionale.

La prospettiva indicata è quella di una Lega unita, pronta a intervenire e capace di svolgere sia un ruolo di opposizione sia una funzione di governo. Il riferimento alle decisioni di Donald Trump e ai conflitti in corso è servito a sottolineare, secondo Salvini, l’esigenza di un partito reattivo e presente.

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