La voce di Meloni entra nei marchi: la mossa contro i falsi audio
La presidente del Consiglio ha depositato una domanda all’Euipo per proteggere la propria voce dal rischio di imitazioni create con l’intelligenza artificiale.
Un messaggio di appena quattro secondi diventa uno strumento di tutela: Giorgia Meloni ha inciso la frase «Io sono Giorgia Meloni» e ha presentato una domanda all’Euipo, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale. L’obiettivo è contrastare eventuali riproduzioni artificiali della sua voce, realizzate attraverso sistemi di intelligenza artificiale generativa.
La procedura, avviata oggi, riguarda una registrazione sonora associata alla presidente del Consiglio. Un’iniziativa simile era stata adottata nei mesi scorsi anche dalla cantante Giusy Ferreri, sempre per ridurre i rischi legati alla clonazione vocale.
La domanda è ancora sotto esame
La pratica risulta presentata per conto di Meloni da uno studio legale con sede a Roma e da una società marchigiana attiva nella protezione della proprietà intellettuale. Nell’archivio dell’Euipo, lo stato della richiesta è indicato come «oggetto di esame».
La registrazione non costituisce quindi, al momento, un riconoscimento definitivo. L’iter dovrà concludersi prima che la tutela possa essere formalmente accordata secondo le procedure dell’ufficio europeo.
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Tre aree coperte dalla registrazione
La richiesta collega l’audio a tre ambiti distinti. Tra questi figurano i contenuti multimediali scaricabili, le attività culturali e l’organizzazione di manifestazioni politiche.
La scelta amplia il perimetro di utilizzo considerato nella domanda e punta a proteggere la voce della premier in contesti differenti. Il deposito interviene mentre la tecnologia consente di generare messaggi vocali molto simili a quelli di persone reali, con possibili impieghi non autorizzati.
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