Israele e Putin, l’accusa di Della Seta: «Doppio standard
L’ex senatore del Pd sostiene l’appello per l’Ucraina e critica le posizioni della sinistra occidentale e del Movimento 5 Stelle sulla guerra e sulle armi.
Roberto Della Seta ha sottoscritto un appello a sostegno dell’Ucraina e ha aderito all’iniziativa di solidarietà che porterà a metà novembre un convoglio europeo di aiuti verso il Paese aggredito. L’ex senatore del Pd prende così posizione dentro un progetto promosso da organizzazioni sindacali e realtà della sinistra radicale, con una partecipazione prevista anche dall’Italia.
Nel ragionamento affidato all’intervista, Della Seta contesta quello che considera un atteggiamento incoerente di una parte della sinistra: dura nel condannare Israele, ma meno severa nei confronti di Vladimir Putin. Sulle forniture militari all’Ucraina, inoltre, definisce opportunista la linea sostenuta dal Movimento 5 Stelle.
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L’appello per sostenere Kyiv
Il documento firmato da Della Seta richiama la necessità di recuperare una solidarietà internazionale capace di opporsi alla guerra. Nel testo vengono citati anche i rischi legati alla crescita dell’estrema destra, dell’autoritarismo e del fascismo.
L’iniziativa si tradurrà in una spedizione di aiuti organizzata a livello europeo. La partenza del convoglio è prevista per metà novembre e il coordinamento coinvolge sindacati e gruppi della sinistra radicale, compresi soggetti attivi in Italia.
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La critica alla sinistra sulle guerre
Il punto centrale della posizione di Della Seta riguarda il diverso atteggiamento riservato ai conflitti internazionali. Secondo l’ex parlamentare, la condanna rivolta a Israele non sarebbe accompagnata da un’analoga fermezza quando il tema è l’aggressione russa e il ruolo di Putin.
Nel dibattito sull’invio di armi all’Ucraina, Della Seta prende invece di mira il Movimento 5 Stelle. A suo giudizio, la posizione del partito risulta opportunistica, mentre l’adesione al convoglio rappresenta una scelta concreta di sostegno alla popolazione ucraina e di opposizione alla guerra.
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