Democrazie sotto pressione: a Roma il vertice dei Parlamenti europei
La Camera ospita nuovamente l’incontro dei presidenti delle assemblee continentali, tra intelligenza artificiale, crisi internazionali e minacce ibride
«Il mondo che sogniamo è sempre un cantiere e ognuno di noi aiuta a costruirlo». Petra Bayr, presidente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, ha scelto questa immagine per descrivere il momento attraversato dalle democrazie, dai diritti umani e dallo Stato di diritto. Il suo intervento è arrivato a Roma, durante la riunione dei vertici parlamentari europei, tornata alla Camera dopo mezzo secolo.
Bayr ha ringraziato l’Italia per aver messo a disposizione un luogo di confronto anche per i Parlamenti esterni all’Unione europea. Ha inoltre ricordato che la prima conferenza, organizzata circa 50 anni fa, si svolse proprio a Montecitorio con Sandro Pertini alla guida della Camera.
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Le democrazie cercano una risposta comune
Nel pomeriggio Ignazio La Russa ha incontrato Numan Kurtulmus, presidente della Grande Assemblea Nazionale della Turchia. Il presidente del Senato ha sottolineato che le assemblee presenti devono affrontare insieme questioni come le minacce ibride e l’intelligenza artificiale.
«La risposta non può essere solo nazionale, ma europea, solidale e collettiva», ha affermato La Russa. Secondo il presidente del Senato, i valori alla base del Consiglio d’Europa rappresentano il riferimento per reagire alle nuove difficoltà senza rinunciare ai principi democratici.
Montecitorio riapre il grande confronto
L’incontro riunisce delegazioni provenienti da numerosi Paesi, tra cui Armenia, Ucraina, Danimarca, Francia, Turchia e Gran Bretagna. L’emiciclo è stato occupato dai rappresentanti istituzionali stranieri, mentre nel Transatlantico sono state collocate le bandiere delle delegazioni partecipanti.
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Il programma prevede sessioni dedicate all’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro, alla capacità dei Parlamenti di fronteggiare le crisi contemporanee e alle forme di pressione ibrida. Lorenzo Fontana ha aperto i lavori e, nella prima giornata, ha svolto dieci colloqui bilaterali.
Fontana richiama il precedente del 1975
Il presidente della Camera ha ricordato che l’Italia ospitò nel settembre del 1975 la prima conferenza dei presidenti delle assemblee parlamentari europee. A suo giudizio, quell’appuntamento diede un impulso significativo alla diplomazia parlamentare e mantiene ancora oggi un valore attuale.
Fontana ha auspicato che il confronto permetta di costruire un percorso condiviso, fondato su libertà, democrazia e pace. La scelta di riportare la conferenza a Montecitorio, a 50 anni dal primo appuntamento, si inserisce in una fase segnata da sfide che richiedono posizioni coordinate tra i diversi Paesi.
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