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Politica 2 min di lettura49 min fa

Guerre e ricerca, Mattarella richiama il diritto alla salute

Al Quirinale il presidente ha difeso la cooperazione scientifica e chiesto di non ampliare le disuguaglianze sanitarie.

Sergio Mattarella ha denunciato al Quirinale le risorse sottratte alla ricerca dalle guerre e dall’espansione degli strumenti militari. Il presidente ha collegato il tema alla difesa del diritto alla salute e alla necessità di mantenere forte la cooperazione internazionale.

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Sanità e disuguaglianze

Nel suo intervento alla celebrazione de “I Giorni della Ricerca”, Mattarella ha ricordato che il Servizio sanitario nazionale è stato istituito per garantire a tutti una piena cittadinanza sanitaria. La sua funzione, ha osservato, viene meno se la disponibilità dei fondi, l’accesso alle cure o la qualità delle strutture finiscono per aumentare le differenze tra i cittadini invece di ridurle.

Il capo dello Stato ha definito gli investimenti nella ricerca, in qualunque settore, tra quelli capaci di produrre i maggiori benefici. «Le risorse destinate alla ricerca sono risorse tra le più produttive. Sono quelle che rendono di più», ha affermato durante l’incontro al Quirinale.


Le conseguenze dei conflitti

Mattarella ha richiamato il valore della collaborazione tra Paesi, continenti e culture diverse. Durante l’emergenza Covid, ha spiegato, la rete internazionale aveva permesso di condividere informazioni e idee, distribuire rapidamente protezioni e sviluppare contromisure contro il virus.

Secondo il presidente, oggi quel modello incontra ostacoli nuovi, sia concreti sia immateriali. A pesare sono anche i fondi assorbiti da guerre definite dissennate e dai progetti che puntano a estendere la dimensione militare alla terra e allo spazio. Queste barriere, ha aggiunto, rendono più difficile prevenire i focolai già presenti e prepararsi a eventuali nuove pandemie.

Dai risultati della medicina e dalla lotta contro il cancro, Mattarella ha tratto una considerazione generale: al vertice dei valori della società deve restare la persona.

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Scienza contro paure e falsità

Il presidente ha poi indicato una contraddizione del presente: la scienza continua a salvare un numero crescente di vite, ma nello stesso tempo si diffondono convinzioni irrazionali e notizie false capaci di alimentare la paura. Tra gli esempi citati c’è il rifiuto pregiudiziale dei vaccini, che può esporre adulti e bambini a rischi evitabili.

Mattarella ha quindi richiamato la responsabilità di contrastare chi altera l’opinione pubblica e diffonde messaggi dannosi sulla salute. La ricerca, ha sottolineato, procede attraverso percorsi spesso lunghi e non produce sempre risultati applicabili nell’immediato, ma i suoi effetti possono diventare decisivi nel tempo.


Il percorso della ricerca sul cancro

Il capo dello Stato ha riconosciuto il contributo della comunità di scienziati, ricercatori, medici e volontari che sostiene l’Airc. Il loro lavoro, ha detto, offre benefici a molti cittadini anche quando la durata degli studi rende meno visibile il legame tra l’impegno iniziale e le cure disponibili.

Ripercorrendo i progressi compiuti in pochi decenni contro il cancro, Mattarella ha ricordato l’intuizione da cui nacquero I Giorni della Ricerca: l’idea, maturata più di sessant’anni fa tra i fondatori dell’Airc, che la malattia potesse essere sconfitta attraverso la ricerca. All’epoca, ha osservato, pronunciare il nome del tumore era spesso evitato e chi ne riceveva la diagnosi poteva subire anche un ingiusto stigma sociale.

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