Giovani al centro: nasce il laboratorio che prova a cambiare il futuro
Dalla Camera è stata presentata una nuova struttura civica pensata per portare nelle decisioni pubbliche la prospettiva di chi vivrà più a lungo le conseguenze di oggi.
Portare nella politica lo sguardo di chi erediterà le decisioni di oggi: è questa la sfida che ha guidato la presentazione alla Camera del nuovo percorso dedicato al futuro. Sergio Costa ha richiamato proprio questo punto, spiegando che un’assemblea composta da cittadine e cittadini estratti a sorte, con una presenza marcata di under 35, può dare spazio a interessi che nelle istituzioni fanno ancora fatica a pesare.
Una voce nuova per chi verrà dopo
Costa, da vicepresidente della Camera, ha osservato che le scelte pubbliche finiscono spesso per ignorare il lungo periodo. Ha collegato il tema alla sua esperienza da ministro dell’Ambiente, ricordando quanto sia complesso far entrare nelle decisioni di governo la prospettiva delle generazioni future.
Nello stesso incontro Elena Cattaneo ha definito il progetto un’esperienza civile ambiziosa e innovativa. La senatrice a vita, che partecipa come Mentor della Costituente, ha anche sottolineato il valore simbolico della sede parlamentare, vista come il luogo adatto per aprire un confronto politico sul futuro dell’Italia fino al 2050.
Il progetto che punta a durare
L’iniziativa porta il nome di Assemblea Nazionale sul Futuro e nascerà nel 2027. A guidare la Costituente ci sono Alice Morabito ed Eugenio Russo, 19 e 21 anni, affiancati da 40 under 35 e 12 Mentor.
Il compito affidato al gruppo è costruire proposte politiche dedicate al domani del Paese. L’obiettivo non è solo simbolico: i promotori immaginano una struttura capace di diventare stabile nel tempo, al punto da essere considerata una vera istituzione.
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L’orizzonte di Ecosistema Futuro
La nascita dell’Anf rientra tra i traguardi di Ecosistema Futuro, il percorso promosso da ASviS per riportare i futuri al centro del confronto pubblico e culturale italiano. Il progetto si muove in coerenza con il Patto per il Futuro e con la Dichiarazione sulle future generazioni firmata dall’Italia alle Nazioni Unite il 24 settembre del 2024.
Per i promotori, la svolta è già iniziata con la riforma del 2022 sugli articoli 9 e 41 della Costituzione e con la Valutazione di impatto generazionale, introdotta nel 2025. Da lì, spiegano, si vuole andare oltre: dare più peso ai giovani e rendere il ragionamento sul lungo periodo parte fissa delle decisioni pubbliche.
Parma nel 2027 sarà il primo banco di
L’avvio dei lavori è previsto per l’autunno del 2027 a Parma, con il sostegno del Comune. La città potrà contare anche sul fatto che, proprio in quell’anno, sarà Capitale Europea dei Giovani.
Enrico Giovannini, che guida la parte scientifica di ASviS, ha presentato l’iniziativa come un passaggio capace di spingersi oltre i cambiamenti già avviati. Ha detto che l’obiettivo è rafforzare la partecipazione delle nuove generazioni e inserire in modo stabile il tema del lungo periodo nelle scelte del Paese, aggiungendo che il suo auspicio è vedere questa esperienza trasformarsi in una nuova istituzione e, un domani, in una pagina di storia.
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