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Politica 1 min di lettura1 ora fa

Garavaglia rompe gli schemi: candidatura e distanza dall’estrema destra

Il senatore leghista annuncia la corsa al congresso e rivendica un’identità federalista, legata alle esigenze dei territori

La candidatura al prossimo congresso della Lega diventa per Massimo Garavaglia anche l’occasione per contestare l’immagine di un partito collocato all’estrema destra. Il senatore rivendica invece una linea federalista e un rapporto diretto con le diverse realtà territoriali italiane.

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Garavaglia rilancia l’identità leghista

«Mi candido» al congresso, ha spiegato Garavaglia, collegando la sua scelta alla volontà di ribadire quale debba essere il profilo politico della Lega. Secondo il senatore, il partito non può essere descritto come una formazione di estrema destra.

«Siamo federalisti e rappresentiamo i territori», ha aggiunto in una dichiarazione all’ANSA. Garavaglia ha quindi respinto l’etichetta che, a suo giudizio, viene assegnata alla Lega dall’esterno: «Ci disegnano come di estrema destra, ma non è così. La Lega è la Lega».

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Il confronto con Attilio Fontana

Della decisione di candidarsi, il presidente della commissione Finanze del Senato ha parlato anche con Attilio Fontana, governatore della Lombardia. Garavaglia ha confermato il confronto con il presidente regionale, definendolo un amico.

Il senatore ha però precisato che i suoi rapporti politici e personali non si limitano alla Lombardia. «Ho tanti amici in tutta Italia», ha detto, sottolineando così l’ampiezza dei legami costruiti all’interno del partito.

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