Fairford sotto pressione: evacuazioni e fermi vicino alla base Usa
L’area della RAF è stata isolata dopo un intervento sugli esplosivi, mentre Londra mantiene alta l’attenzione su minacce ibride e sicurezza militare
La preoccupazione del governo britannico per possibili azioni ostili non riguarda soltanto Fairford. Nelle ultime settimane, i responsabili delle infrastrutture critiche del Paese hanno ricevuto informazioni sulla minaccia attribuita a potenziali sabotaggi e attacchi informatici russi; Mosca respinge l’ipotesi di voler colpire le nazioni occidentali con operazioni ibride.
La sicurezza va oltre Fairford
Il quadro si era già irrigidito a luglio, quando Londra aveva comunicato di avere forze armate pronte a reagire a eventuali aggressioni contro il territorio nazionale. In quella fase, le Guardie Rivoluzionarie iraniane avevano intimato alla Gran Bretagna di non permettere ai bombardieri statunitensi di partire dalla base di Fairford.
L’episodio più recente si inserisce dunque in un contesto segnato da allarmi diversi, che coinvolgono sia la protezione delle installazioni militari sia la difesa delle infrastrutture strategiche. Le autorità britanniche non hanno collegato pubblicamente gli arresti alla Russia o all’Iran.
Fairford entra nell’emergenza
La polizia ha fermato più persone nei dintorni della base della RAF, contestando loro violazioni dell’Explosives Act, la normativa britannica che disciplina i reati legati agli esplosivi. L’intervento ha interessato l’area di Whelford, dove gli investigatori stanno operando insieme agli specialisti dell’esercito.
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L’autorità militare sta controllando diversi veicoli dopo un episodio definito «incidente importante». Alcune abitazioni sono state sgomberate in via precauzionale e gli abitanti allontanati hanno trovato sistemazione in un centro ricreativo.
Una base strategica per gli Usa
Fairford si trova nel Sud-Est della Gran Bretagna ed è utilizzata dalle forze aeree statunitensi. Il governo di Londra ne ha autorizzato l’impiego da parte degli Usa per le operazioni contro le postazioni missilistiche iraniane, accusate di attaccare le navi in transito nello Stretto di Hormuz.
La polizia ha precisato che «la squadra specializzata di artificieri dell'Esercito sta esaminando veicoli». Da parte americana, il 501st Combat Support Wing e gli altri reparti presenti nel Regno Unito hanno mantenuto lo stato di allerta: un portavoce dell’Aeronautica Militare statunitense ha spiegato che vengono rivalutate di continuo le misure necessarie a tutelare militari, civili, dipendenti a contratto, famiglie e strutture.
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