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Politica 2 min di lettura45 min fa

Ericsson fa marcia indietro a Genova: salvi 131 posti

Dopo il confronto diretto tra Giorgia Meloni e l’amministratore delegato Andrea Missori, l’azienda ha revocato la procedura di licenziamento collettivo.

La procedura che metteva a rischio 131 lavoratrici e lavoratori della sede Ericsson di Genova non proseguirà. La decisione è arrivata dopo l’intervento diretto di Giorgia Meloni, che ha contattato l’amministratore delegato dell’azienda, Andrea Missori, nel pieno delle tensioni legate alla vertenza.


A Genova rientra l’allarme occupazionale

Secondo quanto riferito da Palazzo Chigi, il confronto tra la presidente del Consiglio e i vertici di Ericsson ha portato al ritiro dell’iter per i licenziamenti collettivi. Il passo indietro dell’impresa riguarda il personale coinvolto nella sede ligure e interrompe, almeno sul piano della procedura annunciata, lo scenario di uscita per 131 dipendenti.

La vicenda aveva suscitato preoccupazione non soltanto per il numero degli addetti interessati. In discussione c’erano anche il futuro del presidio tecnologico e delle attività di ricerca presenti a Genova, considerate parte rilevante della struttura locale dell’azienda.


Il ruolo della premier nella vertenza

Le fonti della Presidenza del Consiglio hanno spiegato che Meloni è intervenuta dopo aver rilevato il rischio che il caso venisse trasformato in uno scontro politico. La premier, riferiscono da Palazzo Chigi, ha quindi scelto di affrontare direttamente la questione con Missori attraverso una telefonata.

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La stessa ricostruzione attribuisce l’origine della tensione a una riorganizzazione aziendale dalla quale era scaturita la procedura di licenziamento. Palazzo Chigi ha parlato di una situazione in cui il confronto politico rischiava di “alimentare tensioni sulla pelle dei lavoratori”, sottolineando così la necessità di riportare la discussione sulle conseguenze concrete per il personale.


Una riorganizzazione finita sotto pressione

L’apertura dell’iter da parte di Ericsson aveva acceso interrogativi sulle prospettive occupazionali della sede genovese e sulla permanenza delle sue funzioni tecnologiche e di ricerca. Il ritiro annunciato dall’azienda modifica ora il quadro della vertenza, facendo venir meno la procedura che coinvolgeva i 131 dipendenti.

Palazzo Chigi ha presentato la revoca come l’esito delle interlocuzioni avviate personalmente dalla presidente del Consiglio con la dirigenza di Ericsson. Restano così al centro della vicenda il destino della sede di Genova e le scelte con cui la società intende proseguire il proprio percorso di riorganizzazione.

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